Le morti annunciate e il silenzio dei cittadini

Dom, 30/08/2020 - 17:30

Non si può stare in silenzio quando si muore per un’emorragia all’ospedale di Locri.
Se la Riviera non avesse dato la notizia della morte di un uomo di Siderno e poi ci avesse spiegato la sequenza della assurda morte ce ne staremmo tranquilli e molti avrebbero partecipato alle esequie, al più avremmo i soliti “R.I.P.” sulle piattaforme social, con relative condoglianze e tutto finirebbe nel dimenticatoio.
Di queste morti nei vari ospedali ne sono pieni i giornali.
Anche in questo periodo basta girare in rete per trovare il caso di una donna incinta morta a Cosenza e di una bimba morta nel grembo della madre a Crotone.
Adesso interverranno i giudici e, forse, qualche dottore verrà condannato nel caso si dimostri la sua colpevolezza.
Ma questo può bastare solo per tacitare le coscienze, se tutto non finirà addirittura in un’assoluzione perché il fatto non sussiste!
Diceva Pasolini: “Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi” riguardo le stragi che negli anni ’70 hanno sconvolto l’Italia ed elencando i poteri che avevano ordinato quei misfatti.
Io so che i colpevoli sono coloro che hanno deciso che la salute dei cittadini è un affare economico.
Sono coloro hanno deciso che la Sanità italiana gratuita per tutti, nata dalle lotte dei lavoratori degli anni ’70 a seguito di quell’ondata di proteste e richieste di diritti per tutti, dovesse essere smantellata, trasferendola in parte al privato.
Sono coloro che hanno deciso che gli ospedali dovessero essere ridimensionati, che si dovessero tagliare o svuotare i reparti e concentrare alcune specializzazioni solo nei grandi ospedali.
Questa è stata verosimilmente la causa dell’ultima morte avvenuta nella Locride.
Molto probabilmente nessuno sarà colpevole, in quanto ognuno ha fatto il proprio compito.
Ma i colpevoli ci sono. Quando un ospedale non funziona chi è ai vertici deve intervenire.
In questi giorni è stato emanato, dalla Regione, il bando per i nuovi Direttori Generali degli ospedali e delle ASP, escluse quelle sciolte per infiltrazioni mafiose.
Speriamo che il tutto non si risolva a sistemare “gli amici degli amici!”.
Vedremo i risultati dopo anni di commissariamenti imposti dai Governi precedenti, che hanno peggiorato la situazione.
Il debito della sanità calabrese era di 150 milioni nel 2010, adesso secondo la Corte dei Conti vi è sarebbe ancora un debito di circa un miliardo di euro verso i fornitori del servizio sanitario!
Sarebbe forse opportuno che alla giusta lotta contro le infiltrazioni mafiose negli ospedali e nelle ASP si aggiungesse l’attenzione alle condizioni disastrose delle strutture che portano a queste morti prevedibili, oppure a nessuno interessa della sorte dei cittadini che non hanno soldi per farsi curare altrove?
Si possono assolvere coloro che in questi anni hanno pensato che un ospedale servisse per sistemare i propri amici e conoscenti?
Sarebbe anche necessario che i Sindaci della nostra zona fossero più incisivi nella loro azione di denuncia, ma anche di iniziative pubbliche per portare qualche risultato a casa, a cominciare dall’Ospedale di Locri e per finire alla casa della Salute di Siderno.
E noi cittadini, in attesa che gli altri ci rispondano, aspettiamo fiduciosi? Oppure ci diamo una mossa?

Francesco Martino
Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi

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