L'enciclopedia del calcio in versione operaia

Dom, 01/03/2020 - 16:30

Umanità varia nel salone (o salotto?) di Mimmo Vartolo, a Bovalino. Tanto San Luca: la forestale come dovrebbe essere e com'è, come insegni la cucina ai tedeschi, la Chiesa declinata tra Padre Stefano De Fiores e le strade impervie di Polsi, moda nuova e tradizioni ma, più di ogni altra cosa, il sogno che sta regalando la squadra di calcio.
Il più gettonato per i giudizi è Peppe, che li mitraglia come sentenze. Screanzato no, non lo è mai stato, ma si può considerare paziente e "nobile" il modo con il quale si confronta? Peppe non ti regala un centimetro di ragione, se la prende tutta lui. Deciso e insofferente, fermo sul punto, magari non con la testa che attacca l'aria, per dire che è così, come dice lui. Punto. A ogni parola affibbia una precisazione, per ogni fatto pretende la Dichiarazione di Origine Controllata. Ma quanto è informato, quanto è competente? Tanto. Non legge dieci giornali al giorno, non frequenta lezioni, convegni e seminari, eppure è sempre sul pezzo.
Il mistero lo ha chiarito il suo amico onorevole: «Peppe, certamente tu non ce lo dici ma navighi da anni su Internet in quella stanzetta dove hai una TV dedicata al Milan, che guardi in compagnia di te stesso… Incameri tutto, e poi vai a memoria».
«Nel campionato ’87-’88 il Divin Codino Baggio, con la maglia della Fiorentina, andando in goal contro i rossoneri tuoi e di Berlusconi, infilò Maldini e Tassotti, non Baresi e Costacurta… senti ammè».
L'enciclopedia del calcio in versione operaia non digerisce la sentenza Bosman. L'Olanda gli dà il destro di parlare degli anni da emigrante, delle politiche di accoglienza.
“I rossoneri tuoi e di Berlusconi…»: quando parla di Milan e del declino politico di Silvio, Peppe ricorda - e si infervora - che i primi segni si sono visti giusto con il declino della società. Vuole meravigliare e stroncare, dire più che farsi dire.
Le ultime verità assolute sono che il San Luca deve salire in serie D e che i tatuaggi vanno tassati.
Nel primo caso è per la convinzione che il treno giusto stia passando adesso: «Penso che un sogno così non ritorni mai più… - afferma usando Modugno. - La squadra ha un neo, presenta solo due indigeni, titolari o quasi: Carbone e Pelle. Se avesse, tra quelli di un tempo, Giorgi (Chinaglia), Pipicelli e Trimboli sarebbe pronta anche per la serie C. Lo "stacco" tra generazioni di calciatori, a San Luca, è avvenuto perché lì il calcio ha avuto un periodo di “sonno”».
E via ancora, a ragionare di San Luca e le campagne di Bovalino, Benestare, Careri, Casignana… le contaminazioni… non riferendosi a cronache avverse, ma a come guardare all'entusiasmo dei tifosi della squadra che sta facendo una stupenda cavalcata. Lo sport diventa gioco di squadra, ambizione, buon vicinato, rilancio del territorio. Partecipazione e allegria per trascinare e avanzare. Ben sapendo che San Luca deve "leggere" di più, l'omaggio a Corrado Alvaro si fa andando sui giornali per le cose positive, non per l'eterna polemica con lo Stato, e neppure pensando che il calcio da solo possa elevare la comunità.
Nel caso dei tatuaggi Peppe non ha dubbi: «Vanno tassati un tot a centimetro quadrato di pelle».
«Vuoi dire che dobbiamo scoraggiarli? Considerarli come una sorta di autopromozione, di pubblicità in movimento, che si paga come le immagini sui cartelloni?» gli domandano.
«No, pagano così imparano a fare 'ste cose. Si rovinano loro e invogliano altri…»
«Peppe, non puoi avere un intento punitivo, ognuno è libero di fare di sé quello che vuole…»
«No, è come dico io!»
Ho capito, come al solito vuole avere ragione, non ammette repliche.
Ma anche se ha questo difetto fanno a gara per parlare con lui.

Autore: 
Franco Crinò
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