L'esempio teutonico

Mar, 12/01/2021 - 12:00

Avevamo, già in passato, subito le angherie dei media nazionali per la particolarissima situazione in cui si trova, ormai da secoli, la nostra amata regione. Situazione tanto particolare da rendere quasi impossibile la sua collocazione dentro uno qualsiasi degli schemi elaborati, negli anni, dai più illustri studiosi delle più disparate teorie socio -economiche. In effetti, il mio grado di interesse verso l’argomento era, ormai da tempo, caduto in un coma profondo fino a quando non è stato miracolosamente risvegliato da un’ingenua quanto disarmante domanda postami da un mio interlocutore domenicale: “Avvocà, ma tu che pensi del fatto che sta cavolo di Calabria non riesce a uscire fuori da questa situazione di m…(***)?” Il mio fischiettio di malcelata indifferenza non è servito a schivare la stoccata di fioretto. Allora, in una frazione di secondo il mio encefalo ha ripreso miracolosamente a (ri)focalizzare l’argomento iniziando a segnare un tracciato più contorto di un politico calabrese! Ho iniziato, quindi, a snocciolare alcuni dati con tremenda sincronizzazione tanto da ingenerare nei presenti non pochi dubbi sulla mia sanità mentale. Così mi sono lasciato andare: “Vogliamo partire dalla situazione economica in cui si trova la nostra provincia? Dovete sapere che la tanto bistrattata provincia di Reggio Calabria non è ultima in tutto! Possiede uno dei primati più importanti e più ambiti nel panorama economico nazionale. Ha il più alto grado di tassazione nei confronti delle imprese: il 73,4%. Pensate, abbiamo superato il tasso da “strozzinaggio”! A pensare che Bolzano ha un triste 54%, Gorizia un misero 53% e via discorrendo … Quindi smettiamola di piangerci addosso! Questo è un primato di cui andare fieri. Potremmo anche provare a pensare a qualche valida iniziativa volta a modernizzare la nostra regione. Che ne dite se un giorno iniziassimo a cedere le strade, le coste ed i monti ai cinesi o agli arabi? Si, proprio loro, i Cinesi o gli Arabi. Scelgo loro proprio perché i primi stanno ricostruendo l’Africa mentre i secondi hanno già trasformato in paradiso le coste sarde circa 40 anni fa. In pochi anni, di sicuro, le nostre infrastrutture potrebbero diventare degne dei paesi più avanzati! Credo che tutti i calabresi accetterebbero di buon grado un piccolo costo da pagare, ossia un’eventuale minima tassazione per il loro utilizzo anche per 99 anni (di più non si può per ovvi motivi di sovranità territoriale). Aspettate……… mi è venuta un’idea migliore! Che ne dite se il nostro Governo decidesse di copiare i lanzichenecchi teutonici ed applicare lo stesso principio che ha consentito loro di resuscitare la ex DDR portandola, in meno di vent’anni, alla pari della più moderna ed efficiente sorella occidentale? Il metodo usato dai tedeschi è stato tanto semplice quando efficace. È stato il tanto amato Cancelliere Kohl, contro il parere di quasi tutti gli economisti, tedeschi e non, a decidere di trasformare i marchi dell’Est in marchi dell’Ovest, portandoli alla parità sostanziale (i primi avevano un valore spaventosamente inferiore ai secondi)! Per sostenere le ovvie disgrazie economiche che sarebbero potute scaturire da questa operazione introdusse la c.d. Solidaritatszuschlag (tassa di solidarietà) in misura del 5,5% sul reddito di tutti i cittadini tedeschi, per finanziare la ricostruzione della DDR. Soltanto nel 2018 ha raccolto 18,9 miliardi di euro ed in trent’anni ha spostato da Ovest ad Est circa duemila miliardi di euro. Anche il Nostro Paese partecipò a questa gara di solidarietà e, mentre in Calabria mangiavamo pane e cipolla, il Governo Italiano versò alla Germania, nel periodo 1991-1998, circa 38,9 miliardi di euro! Sì, proprio così, la bellezza di 38,9 miliardi di euro! Risultato: il PIL è salito del 37%, la disoccupazione è scesa dal 20% (1991) al 6% (attuale), la differenza dei salari da est ed ovest è stata portata al 20%. Ecco, un’operazione del genere avrebbe resuscitato non solo la Calabria ma tutto il meridione, Lazzaro compreso! Avremmo rischiato di diventare la Florida d’Europa con buona pace degli pseudo scrittori disfattisti.” Alla fine della mia breve quanto disincantata digressione i miei interlocutori hanno preferito abbandonare il campo con l’onore delle armi. Mi piace vincere facile!!!!! Morale della favola: sarebbe opportuno una seria riflessione sul modo di presentare all’esterno la nostra regione. Giornalisti in primis. Anziché scrivere per captatio benevolentiae, correndo dietro a chi continua a denigrare la propria terra, dovrebbero riflettere maggiormente su quello che oggi è la Calabria e su quelle poche giuste iniziative economiche che basterebbero a tirarla fuori da questo atavico stallo. 

 
Francesco Pelle
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