Littiri e morza i pani (lettere e pezzi di pane)

Lun, 24/09/2012 - 11:08
Littiri e morza i pani (lettere e pezzi di pane)

Parte Seconda

Abbiamo lasciato l’illustre Salvemini rivoltarsi nella tomba. O almeno lo abbiamo immaginato, malpensanti come siamo rispetto al sistema di cui facciamo parte. Ma a parlare di stipendi bassi e sanatorie infami ci si guadagna sempre un gran plauso. E così fu. E così sarebbe ancora se non fosse che ormai nessuno si spende per siffatte magagne. La scuola è una magagna. La politica se ne lava le mani, fin tanto che può, con decoroso contegno, bandendo ulteriori concorsi a spese dei contribuenti insegnanti. Mi sembra giusto poiché sarebbe da slogheggiare “ lo Stato non siete stato voi”. Ma siamo insegnanti, non tassisti né farmacisti né medici né avvocati né … né … né e dunque non sappiamo farci valere. Ritorniamo più comodamente a raccontare storie. Per le quali, d'altronde, ci siamo tanto specializzati. Nei primi anni sessanta, sotto la spinta del boom economico e della ricostruzione, vi fu uno sviluppo notevole della scolarità. Essa diviene di massa. Con il tempo avremmo imparato ( non del tutto) che studiare per emergere non sarebbe servito a molto. Considerando quanta ignoranza alberga nei piani alti dei posti posti in alto. Ma questa è un'altra storia. Nei meravigliosi anni sessanta, dunque, il mondo non fu solo dei Beatles o del pelvico Elvis, ma anche degli insegnanti. Divenne necessario “produrne” molti per far fronte alla forte scolarità e fu così che nel 1961, con i settedecimisti della legge 831, si diede il via alla cuccagna del ruolo. Si immettono in ruolo, con altre leggi speciali, diversi decine di migliaia di abilitati con due anni ed anche meno di insegnamento. La riforma della scuola media unificata avviò ulteriormente un discusso processo di reclutamento. Nel biennio 68/69 si arrivò al massimo della tensione, considerando anche gli anni in oggetto, e si considerò necessario abilitare questi aspiranti docenti piuttosto che promuoverli per qualità taumaturghe non verificabili né verificate, appunto. Partono forme di abilitazione a livello universitario. Falliscono. Ripartono sotto forma di corsi abilitanti. Non falliscono ma moltiplicano i pani ed i pesci. Qualcuno ha parlato di sindacalismo corporativo. Ma qualcuno ha anche dimenticato la Commissione d'indagine del 1962 istituita in base all'art.56 dello stralcio del Piano Fanfani ( rif. legge n. 1073) che doveva indagare sui sistemi di preparazione, di scelta e di aggiornamento dei docenti e che avrebbe poi portato alla nuova scuola media. In questa proposta si contemplava, anche, una sorta di iter formativo nel quale il docente di scuole superiore, aspirante tale, doveva formarsi, abilitarsi ed essere assunto. Nella proposta, s'intende. Nei fatti, cosa successe allora, non sembra essere chiaro, ma chiaro è senza ombra di dubbio che lo step finale, quello dell'assunzione, non fu sempre determinato dai precedenti. Per il resto molte balle sono state infiocchettate per gli utenti e nessuno ci può assicurare, ieri come oggi, che dietro ad ogni modus ci sia qualche zona grigia. O una nonna che vuol salvare Cappuccetto dal Lupo cattivo. ( segue…)

Autore: 
Filomena Cataldo
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