Lo strano caso del conferimento dell’indifferenziata nella Locride

Dom, 05/01/2020 - 11:30

A seguito della firma delle convenzioni riguardanti i rifiuti organici e indifferenziati con i gestori degli impianti di conferimento da parte del neocostituito ATO Rifiuti (Ambito Territoriale Ottimale) della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che dal 1° gennaio 2019 è subentrata nelle competenze alla Regione Calabria, diversi sono stati i problemi a cui ha dovuto far fronte l’ente metropolitano. Quest’ultimo, infatti, si è ritrovato impreparato e con una serie di difficoltà economiche dal momento che alcuni comuni erano indietro nei pagamenti. Mentre la Città Metropolitana cerca di far fronte a queste problematiche provvedendo quanto prima alla riorganizzazione degli uffici, una situazione anomala salta agli occhi per quanto riguarda il conferimento dell’indifferenziata presso il Tmb di località San Leo a Siderno. Dando una semplice occhiata alla tabella a corredo dell’articolo non si capisce con quali criteri venga stabilita la quantità di rifiuti che ciascun comune può conferire. Risulta, infatti, che per alcuni comuni non vi sia una proporzione tra la popolazione e il totale di indifferenziata assegnato. L’unico parametro che sembrerebbe essere stato utilizzato è quello della vicinanza al consigliere metropolitano nonché presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride, il cui comune, non a caso, conferisce 48 tonnellate, quasi quanto Siderno che però ha quasi il triplo degli abitanti oltre ad essere sede del Tmb. Alla base del conferimento vi sarebbero, quindi, criteri di natura politica, assolutamente non riscontrabili quando la gestione dei rifiuti era affidata alla Regione e quindi al governatore Oliverio.

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