Locri: Aspettando Rigoletto. Intervista alla soprano Serenella Fraschini

Gio, 06/08/2015 - 18:55

Signora Fraschini, alla luce del successo sociale, culturale e mediatico della scorsa edizione, può spiegarci le peculiarità della Morgana Opera Academy che si terrà a Locri?
Morgana Opera Academy, come si evince dal bando, si prefigge, in primis, di far debuttare i giovani cantanti, permettendo loro di mettere in pratica quanto studiato in conservatorio o con insegnanti privati. Infatti, la didattica, a mio avviso, deve essere messa poi a disposizione del palcoscenico, dove veramente si forgia la personalità artistica.
Inoltre Morgana Opera Academy, come laboratorio di alto perfezionamento, accoglie anche cantanti professionisti, permettendo loro di perfezionarsi con altri insegnanti, misurarsi con un regista e con un direttore d’orchestra di livello e debuttare in un ruolo, ad esempio. La mia carriera mi ha insegnato che il lavoro sul palcoscenico e partecipare alla messa in scena di un’opera con tutto ciò che c’è di vero in ogni produzione permettono veramente al cantante di perfezionarsi, e i miglioramenti sono visibili in particolare in termini interpretativi.
Perché proprio Locri?
La “location” della Morgana Opera Academy è frutto di un incontro casuale. Mi trovavo a Locri per un concerto, quando uscendo dal Palazzo della Cultura, mi sono ritrovata nella Corte del Comune. Quel luogo mi ha affascinato. In modo naturale ho accennato due vocalizzi e mi sono subito accorta che l’acustica era veramente impressionante. Mi sembrava di aver trovato il luogo perfetto in cui dar vita al sogno che da anni il mio caro amico Mario De Carlo e io custodivamo nel cassetto. La nostra accademica poteva nascere a Locri. Animata da questi moti e da questi pensieri, incontro l’allora Assessore alla cultura, l’Avv. Anna Sofia, le ho proposto il progetto che ha accolto in modo entusiastico… e dopo diversi incontri e scambi il tutto si è concretizzato l’anno scorso con “La traviata”.
Da cantante e docente, a chi consiglierebbe questo percorso formativo? C’è ancora tempo per iscriversi e partecipare? Quanti fino ad oggi gli iscritti?
Lo consiglio vivamente a tutti perché credo che la vera scuola che forgia un cantante sia il palcoscenico. È il mettersi in gioco davanti a un pubblico, in costume, in mezzo a un cast ben diretto che completa il cantante. È il coronamento di un percorso che ha come naturale conclusione la messa in scena, l’interpretazione di un ruolo. Lo studio è fatto di tecnica che è la conditio sine qua non per poter fare il cantante, ma l’importante, ciò che motiva e ti fa appassionare a questa professione, è poter esprimere quanto appreso. Siamo molto soddisfatti e parlo a plurale in quanto mi riferisco a tutto il team della Morgana InCanta. Abbiamo raddoppiato gli iscritti, raggiungendo quota 23 e tra questi abbiamo un Rigoletto veramente importante. È Massimiliano Fichera, un professionista, con venti anni di carriera e con più di sessanta titoli debuttati. Ha letto il nostro bando e si è buttato nell’avventura con entusiasmo, in quanto voleva perfezionare quel ruolo che porterà in scena tra qualche mese.
Rispetto invece alle iscrizioni sono chiuse. Reputiamo che il numero sia più che sufficiente per fare un bel lavoro e per poter seguire tutti con la giusta cura e attenzione.
Perché proprio Rigoletto? Perché di nuovo Giuseppe Verdi?
Il bis di Giuseppe Verdi è veramente un caso. Come Lei sa, normalmente alla fine di master class o corsi simili al nostro, si propongono opere poco conosciute oppure più semplici vocalmente come “La cambiale di matrimonio” di Rossini, “La Cecchina, ossia la buona figliuola” di Niccolò Piccinni o ancora “Il re pastore” di Mozart. Noi, anche in questo, abbiamo voluto distinguerci, soprattutto perché crediamo sia importante proporre un titolo di grande repertorio al territorio della Locride che prima de “La traviata” aveva avuto poche occasioni di confrontarsi con l’opera. Inoltre anche per i cantanti si tratta di un’opportunità significativa giacché debuttano con un importante titolo di repertorio, che è per loro curriculum.
Rispetto all’edizione passata con La traviata, cosa si aspetta?
Spero che Rigoletto abbia il successo dell’anno scorso e vorrei poter lavorare serenamente con i cantanti per poter dare loro tutto ciò che nella mia carriera ho compreso e ho integrato. Vorrei, infatti, sostenere al meglio chi ha ancora bisogno per essere indirizzato, aiutare a perfezionare chi è già avanti e nutrire il pubblico con uno spettacolo di livello, ben realizzato e ben interpretato.
Ho chiesto qualche giorno fa all’Assessore alla Cultura Anna Sofia se fosse prematuro poter pensare alla nascita di un Festival d’Opera nella Locride. Lei cosa pensa a riguardo?
Al di là degli entusiasmi, credo sia prematuro parlare di un festival d’opera. La nostra idea è quella di dar vita a un’accademia che si ripeta ogni anno, una fucina di spettacoli di livello atti a garantire ai giovani artisti la possibilità di lavorare e andare in scena. Spettacoli da cui poi si sviluppi un circuito in altre città per far sì che tutto il territorio calabrese possa godere di opere. Qualcosa di simile ad As.Li.Co. che a mio avviso sta facendo un lavoro egregio nel territorio lombardo.

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