Locri: il Centro di Formazione Professionale segnala grave errore della Regione Calabria

Mer, 10/12/2014 - 10:45

“Il Centro di Formazione Professionale F.P. Impresa di Locri” segnala un grave errore in cui sarebbe incorsa la Regione Calabria nell'ambito della disciplina della formazione professionale legata all'abilitazione per l'esercizio commerciale della Somministrazione Alimenti e Bevande, per il quale è previsto il possesso di requisiti professionali ottenibili anche attraverso la frequentazione di appositi corsi organizzati dalle Province o da enti convenzionati sulla base di disciplina normativa regionale e nazionale.

 Di seguito la nota stampa:

 

"Il Centro di Formazione Professionale F.P. Impresa di Locri, organizzazione regionale promossa dal 1998 dall'Associazione Sindacale L.A.R.A./CLAAI (Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane), denuncia con il presente comunicato stampa il grave errore in cui è incorso il Dipartimento 10 - Settore Formazione Professionale della Regione Calabria che agli inizi dello scorso novembre ha arbitrariamente avocato a sé, comunicando perentoriamente la decisione al Settore Formazione Professionale delle cinque Amministrazioni Provinciali calabresi, la gestione dell'organizzazione dei corsi abilitanti all'esercizio commerciale delle attività di Somministrazione Alimenti e Bevande (S.A.B.), ad esempio bar, ristoranti, pizzerie e dal 2010 valevoli anche per l'apertura di esercizi commerciali nel settore alimentare.

Ciò sulla base di un'errata interpretazione della Deliberazione della Giunta Regionale n.286 del 14/07/2014 la quale recepiva, con tre anni di ritardo, l'accordo Stato-Regioni del 2011 con il quale si uniformava a livello nazionale la disciplina DIDATTICA nell'organizzazione dei corsi di formazione legati all'esercizio di attività di somministrazione alimentare.

Il testo ribadiva, infatti, l'affidamento di tale attività alle Regioni e alle Province autonome, ma non entrava, e non poteva entrare, nel merito dell'organizzazione e nel riparto delle competenze che le singole Regioni prevedono nel rapporto con le loro relative province.

Per questa ragione la Giunta Regionale, tra l'altro operante in regime di prorogatio, ha semplicemente recepito l'accordo, integrandolo, in parte, nell'ambito discrezionale concesso  dal suddetto accordo per la sola didattica, senza far riferimento alle leggi regionali 18/1985 sulla Formazione Professionale in Calabria e soprattutto alla Legge Regionale n.34 del 12 Agosto 2002, la quale disciplina esaustivamente il riparto delle competenze tra Regione, Province e Comuni, affidando alle Province l'erogazione, diretta o convenzionata, della Formazione Professionale tra cui quella legata all'esercizio delle attività in oggetto.

Non può quindi essere corretta l'interpretazione del Dipartimento Formazione della Regione Calabria o, al limite, è la Delibera n.286, proposta in extremis dall'ex assessore Nazzareno Salerno, a non essere corretta (tra l'altro già modificata in un secondo momento dalla stessa Giunta, per altre motivazioni, dalla Delibera 355 del 12 Settembre 2014) ed è allo stesso modo deprecabile l'atteggiamento delle Province interessate (nella Ns fattispecie quelle di Reggio Calabria e Catanzaro, delle quali si allega comunicazioni intercorse) che nulla hanno avuto da ridire su questa pretestuosa, avventata e dannosa invasione di campo della Regione, che vorrebbe sconfessare con una semplice delibera di Giunta ben due (2) Leggi regionali.

Questo incauto atteggiamento ha sicuramente danneggiato in Calabria, di fatto impedendole o anche solo ritardandole, le nuove aperture nel settore della somministrazione in vista del periodo natalizio.

Ai soggetti istituzionali interessati e soprattutto agli Assessori provinciali e al nuovo futuro Assessore Regionale alla Formazione Professionale si richiede un rapido e risolutivo intervento che ripristini, di fatto, la competenza provinciale sempre che non si vogliano attendere, ma ciò sarebbe drammatico per il settore, gli sviluppi legati al processo di riforma delle province che allo stato attuale non ha ancora ridefinito esistenza, ruoli e competenze di questi importanti e bistrattati enti subregionali.

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