Locri: Usura e vessazioni erano il business principale dei Cordì

Gio, 11/06/2015 - 10:32

Le deposizioni dei commercianti Rocco Rispoli e Luca Rodinò avvalorano le accuse mosse nei confronti degli affiliati alla cosca Cordì alla sbarra lo scorso 17 luglio nell’ambito del processo “Sharks”. Le accuse mosse nei confronti dei nove imputati, tra i quali figurano boss e strozzini, arrestati in un blitz risalente al 2009, spaziano dall’associazione mafiosa all’estorsione, dall’usura al riciclaggio di denaro. Il boss Salvatore Giuseppe Cordì, assolto in primo grado, è stato in Appello riconosciuto invece colpevole di associazione mafiosa, Gerardo Guastella, da una pena iniziale di 18 anni e mezzo, se n’è vista affidare dalla corte di Appello una di 16 anni e mezzo e 7mila euro di mula. 8 anni e 5 mesi e 16mila euro di ammenda per Antonio Bonavita a fronte dei 12 comminati in primo grado, mentre chi si è visto aumentare la pena è Rocco Aversa (5 anni e mezzo). Confermate le condanne a 2 anni e messo per Fabio Modafferi e 2 anni per Franco Majorana, assolti Rocco Iennaro e l’ex presidente del Locri Calcio Pasquale D’Ettore, sul quale però verranno condotti ulteriori accertamenti in merito alla partita Locri-Crotone del ’96, presumibilmente truccata, e a una frase minacciosa che diversi testimoni gli avrebbero sentito proferire all’indirizzo di Rocco Rispoli.
Fonte: cronache del Garantista Calabria

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