Luca Rotondi: “Gli scugnizzi di Platì non sono senza speranze”

Dom, 27/09/2015 - 16:26
I ragazzi della meravigliosa vallata di Platì non sempre hanno potuto contare su esempi di vita impeccabili ma non sono certo dei nullafacenti e nulla pensanti come troppo spesso vengono definiti.

Ci sono sindaci che amministrano peggio del più fiacco e demotivato commissario e poi ci sono commissari che reggono un paese con l’entusiasmo del sindaco più laborioso. È quest’ultimo il caso di Luca Rotondi, commissario prefettizio del comune di Platì che mercoledì scorso è venuto a trovarci in redazione, accompagnato dal simpatico ingegnere Pietro Fazzari.
Cos’ha pensato appena è stato nominato commissario a Platì?
La Locride non era per me una terra sconosciuta, in quanto sono stato Presidente della Commissione Straordinaria del comune di Careri. Divenuto commissario di Platì, non mi sono lasciato scoraggiare da una realtà apparentemente difficile, con problemi atavici e insolubili ma ho cercato di ragionare in prospettiva e affrontare in maniera organica le varie criticità, sfruttando tutte le potenzialità del personale del comune. Come sono solito fare quando mi accosto a una nuova realtà, ho iniziato con una prima fase conoscitiva, in cui ho proceduto a un accorto monitoraggio di tutto ciò che avrebbe potuto mettere a rischio la sicurezza della popolazione. Ho individuato alcune grandi problematiche: dissesto idrogeologico, ovvero il rischio di esondazione del torrente Ciancio che sovrasta il centro abitato di Platì e che già negli anni ‘50, com’è noto, ha provocato diversi morti; carenza strutturale della rete idrica, tanto che numerose famiglie di Platì sono costrette a rimanere senz’acqua per giorni in periodi di gran caldo; insufficienza della rete fognaria e del sistema di deflusso delle acque; tutela e valorizzazione del territorio, a partire da una bonifica ambientale.
A questo va aggiunto che Platì è un territorio difficile con un’alta percentuale di criminalità per quanto riguarda i reati denunciati e le condanne in rapporto al numero degli abitanti. Quindi cosa ho pensato appena mi sono insediato? C’è tanto da fare!
È stata più dura reggere il primo o il secondo colpo, ovvero la conferma a commissario?
Sono rimasto sorpreso e rammaricato della mancanza di presentazione delle liste, tuttavia essendo un entusiasta e avendo avviato una programmazione consistente ho ripreso la mia opera animato da un’implacabile voglia di fare.
Per essere eletto sindaco a Platì servono delle qualità particolari, dal momento che nessuno si è candidato, almeno entro i termini utili?
Bisogna avere una buona conoscenza dell’apparato burocratico e della normativa di riferimento per sapersi muovere soprattutto nei comuni minori con gravi difficoltà dal punto di vista finanziario e organizzativo. Platì, poi, è un territorio particolare toccato da indagini di rilevanza nazionale. È necessaria tanta pazienza e buona volontà: mi sono ritrovato ad affrontare il fenomeno del vandalismo nelle scuole grazie anche all’apporto dell’Arma dei Carabinieri con cui abbiamo tenuto delle interessanti conferenze contro il bullismo. Ho provato ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti ma pensi che è stato complicato persino trovare una collocazione ai cassonetti, in quanto la popolazione non è molto incline all’ordine…
Leggo nei suoi occhi grande entusiasmo tanto che sembra più il sindaco di Platì e non il commissario… La gente apprezza quanto fa per il paese?
La gente apprezza eccome. Non è vero che il commissario è visto sempre come un usurpatore. La gente vuole semplicemente vederne l’operato. C’è un tavolo continuo a Platì; per la questione del fiume, ad esempio, abbiamo creato una sinergia molto forte con il presidente Oliverio così come con l’Autorità di Bacino. La gente mi ferma e mi dice “Dottore, non abbiamo mai visto un interesse così forte per il nostro paese, se continuiamo così finalmente quando piove non rischiamo di allagarci”, e questo non può che riempirmi di orgoglio ed entusiasmo. Se riuscissi a concludere la mia attività a Platì con l’apertura di un secondo depuratore, dopo quello attivato nella frazione di Cirella, e un finanziamento consistente per il nuovo acquedotto, io mi sentirei veramente soddisfatto. Avrei, poi, dei sogni, ovvero quello di avviare un servizio di raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti e accontentare i ragazzini che mi aspettano fuori e mi chiedono: “Dottò, a che punto siamo con il campetto di calcio?”. Non mi era mai successo niente di simile, e questa loro tenera persecuzione è un ricordo che porterò sempre con me.
I ragazzi di Paltì sono apatici, nullafacenti e nulla pensanti come spesso vengono descritti?
No, assolutamente. Purtroppo non sempre hanno potuto contare su esempi di vita eccellenti ma tutto si può dire tranne che siano apatici. Hanno bisogno di centri di aggregazione che offrano loro delle possibilità di educazione e di crescita.
Negli occhi dei bambini di Platì trova conferma delle statistiche sul tasso di criminalità del paese?
Non credo che il destino di un ragazzo sia segnato necessariamente dal contesto sociale in cui vive, senz’altro condiziona ma non penso assolutamente che i bambini di Platì siano senza speranze. I bambini di Platì come tutti gli altri bambini vogliono sola una cosa: giocare.
Che effetto le fa la mattina quando si reca nel suo ufficio e si siede accanto a quelle finestre crivellate di pallottole?
Si tratta di fatti del passato; episodi di violenza recenti a Paltì non ce ne sono stati, probabilmente anche grazie a un lavoro encomiabile delle forze dell’ordine, sempre pronte e disponibili.
Ci sono notti in cui non riesce a prendere sonno?
Sa quando non riesco a dormire? Quando ho paura per la gente. Non ho dormito, per esempio, quando è piovuto forte ed ero preoccupato che il fiume esondasse.
Cosa si augura per Platì?
Mi auguro una gestione oculata in futuro, un’amministrazione che si rimbocchi le maniche e, rimanendo con i piedi per terra, si impegni in piccole ma tante opere per Platì. Mi auguro, poi, un cambio di mentalità nelle giovani generazioni, più fiducia nelle istituzioni e maggiore senso civico e spirito di collaborazione. Sogno che nasca finalmente un’associazione di volontariato che si interessi dei problemi degli anziani e dei diversamente abili, perché purtroppo a Platì c’è troppo poco senso della collettività e dello stare bene insieme.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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