Ma Ammendolia arriva a tempo scaduto

Dom, 08/07/2012 - 17:45
Ma Ammendolia arriva a tempo scaduto

A me piace che Ilario Ammendolìa, pur dopo l’indegno complotto di Caulonia, non si sia ritirato sotto la tenda, come fanno i vanesi della politica, delusi nelle loro intenzioni e ambizioni. Mi piace  che continui, come fa, la sua lotta con il pensiero sempre vigile e con l’azione sempre costante per smuovere le acque ferme della Locride. Ciò detto, mi sembra che debba fargli dono d’un orologio svizzero, dal momento che su qualche questione, assai importante, ma non fondamentale, è arrivato a tempo scaduto. A memoria futura.
Per la precisione, è arrivato a tempo scaduto sulla decisione dell’Assemblea dei Sindaci di eleggere il Presidente secondo un criterio geografico, dichiarandosene avverso su “CalabriaOra” il 3 Luglio. Ma l’elezione di Giorgio Imperitura è avvenuta lo scorso 19 Giugno. Su «laRiviera» di qualche settimana prima il Diavolo nero aveva denunciato, facendo isolatamente fiamme e fuoco contro il detto criterio, rivelatosi poi come un pacco doni, di procedere all’elezione secondo la rosa dei venti. Un criterio culturalmente flaccido nella prosopopea formale, mistificatorio, ingannatore, truffaldino nella sostanza. Poiché Il Nord della Locride che s’acchiappa il Presidente dell’Assemblea restituisce il favore geografico con il Presidente del Comitato dei Sindaci al Sud medio e non estremo, depositando la corona sulla testa imbracata del sindaco di Bovalino, Masino Mittiga. Uno che la lana la sa filare, e della cui energia elastica resto ammirato. Avendo tempo per tutto: per fare il Dirigente scolastico, per fare il Sindaco e assistere a una partita di pugilato, nei dintorni prossimi del Consiglio, tra l’assessore Delfino e un dipendente comunale.  Mi era parso che con la Presidenza di Sisinio Zito e con quella di Pietro Crinò i Comuni della Locride fossero usciti dalla preistoria del balbettamento, delle attese dall’alto, dallo stato di minorità rispetto al centro politico reggino. Non ho alcun dubbio che con il ritorno, sotto Imperitura, all’arte del patteggiamento, della trattativa tra immortali dorotei verniciati, dell’incontro tra i Signori dell’Associazione, della spartizione delle cariche immaginate come mangiatoie si torna nella preistoria. E la Locride si fa pantano. Dove c’è posto solo per le rane e i re travicelli.

Autore: 
RODERIGO DI CASTIGLIA
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