Maltempo e burocrazia: le arpie che mettono in ginocchio la Calabria che lavora

Dom, 01/12/2019 - 09:00

Il nostro territorio, purtroppo, non è stato esente da danni in seguito all’alluvione che ha colpito la nostra regione nella giornata di domenica. Al di là dei tanti piccoli disagi patiti dalla popolazione il problema più evidente è certamente stato quello rappresentato dal crollo di un tratto di Strada Provinciale 9, che collega Monasterace a Serra San Bruno. Le violente piogge, infatti, hanno cancellato l’intera carreggiata per diverse decine di metri, isolando completamente Pazzano e la Vallata dello Stilaro dalla montagna. Come spesso accade nel nostro comprensorio, inoltre, i mali che ci colpiscono portano con sé strascichi che rischiano di avere gravi ripercussioni non solo nell’immediatezza, ma anche a lungo termine: tra gli edifici isolati, infatti, risulta anche lo stabilimento dell’acqua Mangiatorella, che in questo periodo dà lavoro a circa quaranta dipendenti che per diversi giorni non hanno saputo come raggiungere la sede, fermando così la produzione.
«È il fatto certamente più eclatante - ha dichiarato il sindaco di Pazzano Sandro Taverniti, - ma gradirei non si dimenticassero i dipendenti dell’industria boschiva e i distributori locali di acqua, che stanno vivendo gli stessi disagi.
«Fortunatamente - continua il primo cittadino, - il nostro paese non risulta isolato, ma temiamo che questo smottamento possa essere solo l’avvisaglia di altre frane, perché in località Pannara, ad esempio, sono cinque anni che si passa attraversando una strettoia il cui ulteriore cedimento potrebbe davvero isolarci».
L’immediata mobilitazione dell’Amministrazione e la denuncia di Filicandro Pennisi, direttore dello stabilimento della Mangiatorella che, intervistato ai colleghi del TGR Calabria nella giornata di lunedì, ha immediatamente posto l’accento sulla necessità di prendere provvedimenti immediati affinché non si firmi la condanna a morte dell’azienda, hanno in verità convinto la Città Metropolitana a mobilitarsi in tempi relativamente brevi. Già martedì mattina, infatti, i tecnici inviati da Reggio Calabria hanno effettuato i rilievi necessari a comprendere come bypassare la frana in attesa dei lavori di ripristino della Provinciale, eppure il timore che, come accaduto in troppe occasioni, la soluzione tampone possa trasformarsi in definitiva nel prossimo futuro resta fortissimo.
Per questa ragione, nella stessa giornata di martedì, i lavoratori della Mangiatorella e i rappresentanti dei sindacati si sono riuniti presso la Sala Consigliare del Comune di Stilo per cercare di comprendere quali possano essere le soluzioni migliori da adottare per il loro lavoro e sicurezza e per la sopravvivenza dell’azienda, cercando di ragionare a lungo termine sui solleciti da esercitare sulle istituzioni affinché il grido di allarme dei residenti che temono di rimanere isolati con la prossima ondata di maltempo non resti inascoltato.
«L’interruzione totale della tratta stradale, - ci ha spiegato in seguito alla riunione Romolo Piscioneri, rappresentante della CGIL, - rende quasi impossibili gli spostamenti da Bivongi, Pazzano e Stilo alla sede della Mangiatorella. Posto che i dipendenti provengono prevalentemente da queste tre realtà comunali abbiamo ritenuto imperativo trovare immediatamente una soluzione utile a riprendere in tempi rapidi la produzione. Stando così le cose, infatti, la maggior parte dei lavoratori sarebbe costretta a raggiungere lo stabilimento passando da Caulonia e percorrendo all’incirca sessanta chilometri all’andata e altrettanti al ritorno per raggiungere la fabbrica. Ma il problema principale, purtroppo, non è quello della distanza, ma il fatto che questa strada sia a sua volta una pericolosa mulattiera, che versa in condizioni non dissimili a quelle del percorso oggi franato.
«Per adesso, dunque - continua Piscioneri, - preso atto della piena disponibilità dei lavoratori a riavviare la produzione in tempi brevi, è stato stabilito che Mangiatorella metterà a disposizione una navetta che attenderà subito dopo la frana i dipendenti, che potranno passare oltre il tratto di strada crollato grazie al sentiero di 200 metri percorribile a piedi che i tecnici della Città Metropolitana stanno scavando in queste ore. Lo stabilimento potrà così riprendere la sua attività la mattina con un unico turno giornaliero, per garantire che gli spostamenti avvengano in tutta sicurezza e con la luce adeguata. A quel punto sarà necessario affrontare e, ci auguriamo, risolvere, il problema del trasporto delle merci sui mezzi pesanti».
La tempestività e la piena disponibilità della Città Metropolitana nell’occasione corrente, come abbiamo già accennato, non cancella tuttavia il problema rappresentato dal resto del percorso provinciale, il cui stato, secondo Piscioneri, ha cause facilmente individuabili.
«Da quando le competenze sono passate dallo Stato alla Provincia - ci spiega infatti il rappresentante della CGIL, - abbiamo assistito a un progressivo deteriorarsi della ex Statale 110, oggi Provinciale 9, che non ha subito alcun adeguato intervento di manutenzione dei tornanti, dei canali di scolo delle acque piovane o di pulizia dal fogliame, che è corresponsabile di allagamenti e frane come quella a cui abbiamo assistito domenica. Per questo, durante l’incontro di martedì, è emersa la necessità di effettuare con urgenza questo tipo di manutenzione e di riconsegnare le competenze di questa importantissima via di comunicazione allo Stato. Non possiamo dimenticare, infatti, che questa strada è fondamentale non solo per Mangiatorella, ma anche per il collegamento della montagna con la Statale 106 e con le Ferriere di Mongiana.
«Abbiamo già parlato con la Regione Calabria - continua Piscioneri, - e stiamo preparando di comune accordo un documento di sollecito da inviare in Prefettura e alla Città Metropolitana affinché non ci si accontenti di soluzioni tampone come quelle adottate in altre occasioni, come con il Ponte sul fiume Allaro. Con questo scritto metteremo inoltre in luce che non possiamo aspettare i tempi biblici della burocrazia e che pretendiamo si prenda in considerazione di passare le competenze di questo percorso a chi ha le risorse per renderlo sicuro in ogni condizione climatica.
«Il fatto che la produzione di Mangiatorella sia ripresa già mercoledì mi rende fiducioso del facile superamento di questa emergenza  - conclude il sindacalista, - ma continueremo a stare sul pezzo affinché questa emergenza non venga dimenticata e non si abbandoni uno dei pochi stabilimenti efficienti del nostro territorio per superficialità o leggerezza nell'adottare ogni intervento necessario a risolvere questa crisi».

Autore: 
Jacopo Giuca
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