Mammola dimora del gusto

Dom, 21/09/2014 - 16:51
Il parere dello chef Enzo Cannatà sul paese elogiato a Comunità del cibo

Quando si sente nominare Mammola non si può non avere l'acquolina in bocca. Ognuno di noi collega questo piccolo paesello al ricordo di un pranzo o una cena succulenta trascorsi in uno dei 14 ristoranti lì presenti. E se questo ricordo non c'è, dovreste rimediare al più presto. Mammola, paese che conta meno di 3.000 abitanti, è stata eletta, oltre che Comunità del cibo, come il paese dello stoccafisso. Benché il prodotto non nasca a Mammola stessa, rappresenta ormai il piatto tipico e tradizionale. Facciamo una chiacchierata con Enzo Cannatà, rinomato chef originario di Cittanova, paese che ospita anch'esso il gusto dello stocco, e ci spiega per quale motivo secondo lui Mammola è diventata dimora di piatti prelibati. Al primo posto troviamo il buon servizio dei ristoratori che sanno ben sfruttare la pubblicità, il tutto accompagnato da una sana ospitalità. C'è inoltre un occhio molto attento al prezzo, per renderlo alla portata di tutti, anche se Enzo, ci spiega, consiglierebbe di spingersi anche oltre: più costoso sì, ma anche più gustoso. I piatti sono tipici e rinomati, ma sarebbe ancor più bello se si osasse oltre la tradizione, per portare un'innovazione nella varietà delle portate. Il nostro chef ci racconta come spesso amici si confidano con lui elogiando cene gustosissime della serie «Cu 16 euru mangiamma fin'a spaccari a panza» (frase lasciata in dialetto come Enzo mi ha chiesto!) e quando lui incuriosito chiede che tipo di piatti sono stati assaggiati, alcuni non sanno rispondere, non ricordano…però sanno di aver pagato poco! Ma questo non basta. È qui che Enzo spiega che lo chef deve essere capace di lasciare una sensazione attraverso ciò che cucina: il ricordo deve essere vivido e intenso, e lo chef capace di saperle trasmettere. È  un'arte. Enzo Cannatà che viene da Cittanova non può non volgere un pensiero anche al suo paese che ospita, come accade a Mammola, la sagra dello stocco. Spiega come Cittanova si sia spinta oltre il territorio, guardando anche a livello internazionale (la sua prossima partenza sarà per l'Australia, meta dove Enzo spiegherà la cucina dello stocco). E questa di Cittanova può essere una pecca, per aver dato meno attenzione al proprio paese rispetto a quella che Mammola ha dato al suo, ma anche un'intuizione. «Mammola forse ha saputo sfruttare ancora di più il contesto», afferma. Enzo ha un grande sogno: quello di vedere sui piani della Limina una grandissima manifestazione, una gara competitiva tra Mammola e Cittanova  che vede come protagonista naturalmente lo stocco; un po' come avviene a San Vito Lo Capo (Trapani) nella gara del cous cous. Del resto Mammola, oltre ad ospitare la sagra dello stocco, è conosciuta anche per la Festa del fungo e per la Festa della ricotta affumicata. Si aggiunge a questa lista anche un ottimo salume, la culatta mammolese. E nonostante la crisi, il turismo c'è stato e ha mantenuto il trend invariato, come ci spiega l'assessore alla cultura e al turismo Pino Agostino. Anche quest'estate Mammola è stata scelta per abbandonarsi al buon gusto dei piatti, magari ritrovandosi a condividerli con i parenti che vivono al Sud. E scopriamo che nella prossima settimana, una rappresentanza della Facoltà di Scienze gastronomiche (provincia di Cuneo) sarà ospite nel paese dello stocco per una visita alle varie aziende di prodotti tipici. Non ci resta che augurare a Mammola di continuare su questa strada. E, a tutti gli altri, buon appetito!

Autore: 
Sara Jacopetta
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