Marco Minniti torna alla casa del padre

Ven, 10/08/2012 - 19:52
Marco Minniti torna alla casa del padre

In questa estate infausta della crisi  c’è qualcosa che ci conforta e ci autorizza a sperare. È la notizia, invidiosamente cassata dalla stampa nazionale, della nomina del deputato Marco Minniti  a responsabile dell’attuazione del programma del governo del prof. Mario Monti. Ecco, finalmente abbiamo capito le ragioni del ritardo del Governo dei tagli e delle tasse sulla via delle riforme che dovevano portare alla crescita. Mancava un vigile custode, essendo stato dimenticato, come un naufrago, il deputato Marco Minniti  sotto  l’ombrellone. Ma da questo posto, che concilia il sonno e il sogno, Pier Luigi Bersani si è visto costretto a rimuoverlo per la salvezza d’Italia, per il rettilineo cammino del governo Monti, per la salute del presidente Napolitano, che ha mancamenti di cuore ogni qualvolta il Banchiere è minacciato da Alfano. E noi nella fuoriuscta dall’ombrellone del sempre pensoso Marco Minniti, che rimuove gli ozi estivi e si fa attiva guardia nazionale, abbiamo colto come la reincarnazione di Achille, che lascia la tenda, dove poltriva imbronciato dell’offesa di Agamennone, per andare all’assalto e alla conquista di Troia. Non è questo il cimento  a cui è chiamato il deputato Marco Minniti, che ricordiamo ai nostri lettori  come partecipe, al tempo del Kosovo, del feroce ossimoro «la guerra umanitaria».  Il suo compito è ben diverso. Così come un tempo la Patria si serviva anche facendo la guardia a un bidone di benzina, allo stesso modo oggi si assolve al dovere patriottico  stando vigile sulla bilancia dei pesi e delle misure del governo Monti. L’insonne Marco Minniti non ci deluderà.
Un dubbio, però,  ci fruscia nel cervello. Potrebbe anche darsi il caso che l’alzata alla cuspide vegliante sia l’osso che Pier Luigi Bersani  abbia offerto per il ritorno  di Marco Minniti alla casa del padre di tutti i volpismi, alla casa di Massimo D’Alema dal quale il deputato calabrese, dalla testa liscia come una palla di  biliardo, si era allontanato per  cercare migliore fortuna al seguito di Walter l’Africano. E, come si addice ad ogni palla di biliardo, dondolare da una sponda  all’altra  del rettangolo verde  non è uno sbandamento. È un’offerta alla mano che regge la stecca.

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