Mario Diano: “Siderno tornerà a essere la Perla dello Ionio!”

Dom, 27/10/2019 - 09:30

Oggi, domenica 27 ottobre, alle ore 10:30, presso il Cinema Nuovo di Siderno, si svolgerà il “1º Meeting della Cooperazione” una manifestazione organizzata dal Coordinamento Associazioni “Siderno Futura” in collaborazione la Pro Loco e la Consulta Cittadina, che vuole essere il primo mattone di un progetto di stretta collaborazione con le istituzioni per dare alla città un nuovo volto da qui al 2023. Per approfondire l’argomento e comprenderne meglio la genesi, abbiamo parlato con Mario Diano, tra gli ideatori della manifestazione.
Che cos’è il “1º Meeting della Cooperazione”?
È il primo passo di un progetto a lungo termine che vuole incitare i cittadini a unire le proprie forze e a collaborare con le istituzioni affinché si possano portare avanti dei progetti concreti, che possano dare nuovo lustro a Siderno.
Vi siete dati come termine ultimo per la realizzazione dei progetti in questione il 2023, ma il fatto che abbiate scelto proprio questo periodo per iniziare è collegato alla presenza di una gestione commissariale?
Il progetto è a lungo termine perché ci rendiamo conto che i tempi istituzionali e della burocrazia non permetteranno di realizzare questi nostri sogni dall’oggi al domani. Il fatto di essere partiti in un periodo di gestione commissariale, la terza in dieci anni per Siderno, non è una coincidenza nella misura in cui riteniamo che le difficoltà che i commissari devono affrontare siano diverse da quelle di un’amministrazione democraticamente eletta e che, pertanto, è necessario dare loro delle indicazioni affinché si possano accelerare i tempi su questioni che la cittadinanza ritiene importanti. Infatti gli “illustri ospiti” che attualmente gestiscono il comune, per ovvie ragioni, non possono comprendere in maniera immediata le dinamiche sociali di un centro come il nostro, che sono invece perfettamente chiare a chi, come i commercianti o gli operatori turistici, da sempre “butta il sangue” per il buon funzionamento della città. Non è un caso, infatti, se questo progetto nasce per iniziativa proprio di queste categorie, sempre attente al lavoro delle istituzioni e solo più defilate in presenza delle Amministrazioni democraticamente elette per rispetto dei ruoli.
Ci pare di capire che vogliate consegnare ai commissari un vademecum che dimostri la presenza di una comunità attiva e disposta a collaborare con le istituzioni. Quale risposta si attende dalla cittadinanza?
Gli organizzatori dell’incontro sono stati molto impegnati a promuovere sui social l’evento e il progetto, che ci sembra abbiano già riscosso l’interesse di tanti. Ritengo indicativo di questo interesse, anzi, il fatto che il TG Regionale di Rai 3 abbia voluto parlarne in un servizio lunedì scorso senza che nessuno di noi avesse preventivamente contattato la redazione.
Insomma, siete convinti che questa idea possa funzionare.
Certo, anzitutto perché sappiamo che i nostri concittadini ci daranno la forza necessaria a divenire soggetti autorevoli all’interno dei palazzi del potere e non solo in questa fase gestionale di Siderno. Il progetto, infatti, non dimentichiamolo, nasce con la volontà di interfacciarsi anche con le amministrazioni future ed è per questo motivo che, di tutte le dieci priorità, abbiamo già preparato delle schede sullo stato dei lavori che saranno aggiornate settimanalmente e che, con l’aiuto della stampa, saranno consultabili da tutti.
A proposito delle dieci priorità, non abbiamo potuto fare a meno di notare che molte si pongono in continuità con quanto aveva avviato l’Amministrazione Fuda.
Esatto. Sono state selezionate anche cercando di dimostrare la bontà degli interventi già avviati e per evitare che l’attuale gestione commissariale cadesse nella tentazione di cancellare tutto ciò che la precedente amministrazione aveva fatto. Viste le ragioni dello scioglimento, infatti, sarebbe stato semplice, per l’attuale gestione, dare un semplice colpo di spugna facendo così stagnare progetti che, al netto di qualche correttivo da apportare, stavano finalmente partendo. Il recupero dell’albergo sul lungomare, ad esempio, è stato inserito proprio con questo scopo, come anche quello del polifunzionale, una struttura che potrebbe facilmente essere riqualificata per ospitare convegni di importanza nazionale, in grado di ingenerare un indotto non indifferente per i commercianti e gli operatori turistici.
Immaginiamo che non vi fermerete a questi dieci punti.
Certamente no. Non abbiamo parlato di pista ciclabile, di teatro e di tante altre opere strategiche che avrebbero meritato di essere trattate in tempi brevi. Ma volevamo evitare di appesantire troppo un elenco già molto ricco.
Quando si parla di questo genere di iniziative, ci spiace notare la mobilitazione di chi questo territorio non l’ha mai voluto abbandonare che, nella maggior parte dei casi, è purtroppo molto avanti con l’età. Voi avete pensato a un modo per coinvolgere i giovani in questo progetto?
È una problematica che coinvolge tutto il comprensorio e una faccenda molto delicata. La difficoltà di coinvolgere i giovani in questo tipo di progetti è dettata anzitutto dal fatto che i nostri ragazzi non sono giustamente disposti a vivere delle briciole che questo territorio offre loro. Arrivati a 25/30 anni vogliono mettersi alla prova e se ne vanno fuori ottenendo sempre meravigliosi risultati grazie alla loro straordinaria volontà di produrre. Quelli che sono rimasti qui, invece, sono coloro che hanno la certezza di poter mandare avanti un’attività già avviata o non hanno avuto la possibilità di spostarsi. Ma, per questa ragione, si tratta troppo spesso di persone sfiduciate, che hanno poca voglia di fare, che hanno perso la speranza. Uno degli scopi di questa iniziativa, non a caso, è dimostrare che le sorti di questa città si possano raddrizzare e infondere nuova fiducia a chi, leggendo le ultime vicissitudini del nostro centro, comincia a pensare che sia inutile anche solo mettersi in gioco nella costruzione di una compagine amministrativa, instillando nuovo senso civico anche in coloro che sono ancora convinti di non incidere sul futuro della città con le proprie azioni.
C’è insomma la volontà precisa di avviare un percorso virtuoso di cooperazione tra i cittadini e di riqualificazione della città. Ma Mario Diano come sogna che possa cambiare Siderno da qui al 2023?
Come dice il nostro slogan, voglio vivere una città pulita, ordinata e organizzata, che sappia ospitare i turisti come fanno gli altri centri balneari della Penisola. Una città in cui si siano finalmente creati posti di lavoro grazie all’albergo, in cui il borgo di Siderno Superiore sia stato riqualificato grazie alle botteghe artigiane. Sogno una cittadinanza coscienziosa che porti finalmente il cane a spasso munito di paletta per raccogliere gli escrementi e che non abbandoni più la spazzatura in mezzo alla strada. Una collaborazione diretta con le istituzioni come quella che ha decretato il successo dell’ultima edizione di Portosalvo, e un centro in cui il piano spiaggia possa impedire l’ingenerarsi di problematiche come quelle che quest’anno hanno viziato i lidi e la stagione balneare.

Autore: 
Jacopo Giuca
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