In memoria dell’inventore del Muy Lindo Show

Mer, 13/05/2020 - 09:30

Caro Signor Sindaco,
la notizia della morte di Cosimo Meleca ha procurato profonda tristezza e tantissima malinconia nella comunità bovalinese, per tale intendendo anche quella che si pone al di fuori dei confini naturali.
La scomparsa di Cosimo spegne il sorriso, fa svanire l'ironia con la quale ci ha deliziati e si porta via l'unicità della Sua leggerezza.
Tutti tratti distintivi di una esperienza di vita, la Sua, non facile, ma felice ed autentica.
In gioventù, fu testimone di una comunità che si era lasciata alle spalle gli orrori della guerra e guardava sorridente al futuro come purtroppo i nostri giovani sembra non possano più fare.
Col passare degli anni, continuò ad andare incontro alla vita, affrontandone le difficoltà con la leggerezza tipica di chi è filosofo a suo modo, forse senza neanche saperlo.
Comprenderà, Signor Sindaco, se adesso scavo tra i ricordi.
Nel 2006, fu costretto a lasciare il Corso (Umberto) che fino ad allora lo aveva visto sempre presente con le Sue attività: dapprima l'elettricità, per tradizione familiare, e ritrovo il Suo indimenticabile "stututus", pronunciato davanti ai bambini, tra i quali i miei figli, rapiti ed estasiati nel seguirne le magie fatte di giochi di luce e di acqua di cui era divertito e compiaciuto Maestro; poi, si dedicò alla ristorazione, che, unita ad un ingovernabile estro, di fatto Lo rese formidabile attrattore turistico, oltremodo accogliente, in una cittadina destinata al progressivo decadimento.
Venivano dappertutto, a Bovalino, per gustare le Sue pietanze, in particolare lo stocco: una vera specialità!
E ci ritornavano tutti con piacere, per la travolgente ed istintiva simpatia di Cosimo e dei Suoi familiari che si erano persino inventati il Muy Lindo Show.
Ma, dicevo, non fu una bella cosa, per Lui, allontanarsi dal centro storico, a cui aveva pure regalato un'anima.
E non lo fu nemmeno per gli abituali ed affezionati clienti.
Ma Cosimo, già in età non più verde, seppe reagire da par Suo, aprendo un ristorantino in una località improbabile, quasi nei pressi del Cimitero.
Il genio che Lo accompagnava gli suggerì di chiamarlo "Al di qua dell'Aldilá".
Se Lo avesse conosciuto, il grande Eduardo se ne sarebbe innamorato, e magari ne avrebbe pure scritto e ce Lo ritroveremmo nella Letteratura Italiana del Novecento.
Oggi che ci ha lasciati, si rispolverano ricordi con un sorriso misto ad amarezza.
Ma la semplice e dignitosa testimonianza di vita di Cosimo non può rimanere nella dimensione privata e familiare.
L'anima popolare bovalinese ha avuto in Lui un interprete autentico ed è giusto mantenerne la Memoria.

Oreste Romeo

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