Miserabili, perché non siete venuti a San Leo

Gio, 04/12/2014 - 18:06

C’era il momento più importante della Locride degli ultimi dieci anni oggi a San Leo. Ma c’erano solo i sindaci e gli attivisti Errigo e Puntillo a combattere per gli interessi della loro gente stuprata dalle decisioni dei palazzi della Città della Stretto, che contano più compari in seno alla  Regione della periferia. Più compari con Scopelliti ieri e più compari con Falcomatà oggi. Non c’era nessun altro a San Leo. Nel piazzale davanti all’impianto di separazione dei rifiuti di San Leo oggi serviva una mano, tanta energia, una catena solida, pure una pacca.  I magnaccia, frotte di magnaccia, invece,  sono rimasti a casa, davanti a Facebook. Con il ghigno della carogna e il fegato in cirrosi, hanno criticato l’azione e discusso sul sesso degli angeli con parole d’ordine da miglioratori del mondo. Fegatosi e miserabili che si sentono giusti e forti quando stanno seduti a casa. Miserabili che si sentono vittime delle scie chimiche, dei massoni, dei Bilderberg, dei Rothschild; miserabili che adottano ingiustizie a distanza tanto per dire che adottano, dalla Palestina a Guantanamo, per commuoversi davanti all’ennesimo selfie. E mostrarlo, sperando, strategicamente, nel passaparola di altri miserabili. Sì, questi miserabili in malafede, così diffusi nella Locride, mi ricordano tanto quei prodotti scarsi e scaduti che conquistano i mercati lontani, poichè nei loro territori sanno tutti di che pasta son fatti e che tipo si rifiuto rappresentano.

Autore: 
Jim Bruzzese
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