Mordere nella stupidità

Sab, 10/01/2015 - 16:30
Che conseguenze avrebbero un giornale calabrese, distribuito in provincia di Reggio Calabria, i suoi giornalisti, gli illustratori se sbattessero in prima pagina la Madonna di Polsi come Charlie Hebdo ha sbattuto le icone dell’Islam? O un illustratore satirico calabrese se disegnasse San Cosma e Damiano che passano uno spinello a Mimmo Lucano? O, addirittura, San Rocco che bacia il sindaco Salvatore Fuda?

Noi, come il 99,9 per cento dei giornali mondiali, non siamo Charlie Hebdo. Siamo turbati, affranti, impotenti per la pena di morte inflitta ai nostri colleghi di Charlie Hebdo, ma non siamo Charlie Hebdo. Non abbiamo mai trattato la Madonna dello Scoglio come Charlie Hebdo ha trattato decine di volte Maometto; mai una vignetta di San Cosma e Damiano in un accampamento dei Viperari, né un San Rocco che chiede il pizzo.
E se decidessimo di diventarlo? Che conseguenze avrebbero un giornale calabrese, distribuito in provincia di Reggio Calabria, i suoi giornalisti, gli illustratori se sbattessero in prima pagina la Madonna di Polsi come Charlie Hebdo ha sbattuto le icone dell’Islam? O un illustratore satirico calabrese se disegnasse San Cosma e Damiano che passano uno spinello a Mimmo Lucano? O, addirittura, San Rocco che bacia il sindaco Salvatore Fuda?
Non vado oltre, proprio perché l’indecenza, per chi scrive, è forse l’unico passaggio giornalistico che consente alla censura di contare qualcosa. I vignettisti di Charlie Hebdo hanno caricato molto di più degli esempi sopra, ripetutamente, un bombardamento volgare, indecente e blasfemo. La satira uccide più dell’inchiesta perché demolisce l’artificiosa opposizione tra cultura e stupidità, assumendosi tutti i rischi di ridicolizzare la stupidità.
Il dramma francese è una questione di quoziente intellettivo dei lettori, non di libertà di stampa.
Stephane Charbonnier, detto Charb, direttore del giornale satirico francese, rischiando non solo in prima persona, ha deciso di dichiarare guerra a dei deficienti deviati affetti da sclerosi barbara, con il dito vicino al grilletto e con lo sguardo lontano dal sole. Charlie Hebdo ha deciso di “mordere nella stupidità” come piaceva a Franz Kafka. O come piaceva a Emil Cioran: “Un libro (un giornale ndr) dev’essere un pericolo”. C’è un precedente ancor più tragico della strage parigina, se è possibile. Dal 1976 al 1983 (non ai tempi delle Crociate) in Argentina una nevicata mortale si abbatté su Hector German Oesterheld (Desapereceido n° 7456)  e sui vignettisti dell’Etarnauta, un’opera straordinaria che mordeva nella stupidità dei fondamentalisti cattolici istigati dal dittatore Jorge Rafael Videla. “Il tuo becchino ha finito le ferie” intimarono a Buones Aires allo scrittore Enrique Medina i redattori-censori che avevano calcolato il rischio. Avevano ragione i censori o la vita di un giornalista vale quanto un caffè e la sua morte merita di essere così stupida come un click in più?
Questa estate ci siamo azzardati a lanciare una provocazione sulla lotta tra antimafia e mafia utilizzando come icone tre santi patroni della Locride: «Madonna di Polsi, San Rocco e Madonna di Portosalvo, pregate per noi», abbiamo scritto su tre colonne.  Una scia d’indignazione, e non solo, ha solcato il cielo da San Luca a Gioiosa Superiore. Specialmente in quest’ultima piazza dove anche gli atei, nella settimana del santo, diventano fondamentalisti cattolici, ultras di un rito collettivo e intoccabile capace di trasformare il pelo in trave. E su questa trave si alimenta l’odio, la visione deviata, l’estremismo, l’autoreferenzialità,  che diluiscono in quelli che sanno contare oltre cento ma che rimangono immutati, aggressivi ma in qualche modo spiegabili nei restanti - specie se la satira si accanisce con chi vive e vegeta solo per girare intorno a La Mecca e aspetta il momento realizzante, per la sua famiglia e per contare qualcosa.
I deficienti, anche in Calabria, cercano micce, dispositivi pericolosi, per andare oltre i randagi nelle fiumare e i poligoni abusivi. Vale la pena, allora, essere tutti Charlie Hebdo, oltre la sentita e scontata solidarietà?
Prima di dare una risposta vediamo chi, tra i giornali calabresi, scaglierà la prima vignetta alla Charlie Hebdo.

Autore: 
Ercole Macrì
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