A Natile non è concesso sognare

Lun, 21/10/2019 - 16:00

Il fabbricato destinato agli spogliatoi, dalla strada, è appena visibile. Ma solo la copertura. Il resto è coperto da sterpaglie e altra vegetazione spontanea. Come il resto del rettangolo di gioco, ci sono cresciuti addirittura alberi di discreta dimensione. Il campo da calcio di Natile Nuovo si presenta così, come una delle tante immagini di degrado del nostro territorio.
Si tratta di un'opera pubblica di recente fattura, lasciata morire lì, in mezzo ai campi, ai bordi dell'eterna incompiuta Bovalino-Bagnara. Lasciata morire come i sogni dei ragazzi di Natile, a cui quell'immagine sembra voler dire che a quelle latitudini non è concesso sognare.
Ricordo che la realizzazione di un campo da calcio a Natile era stata fortemente voluta dal mio caro amico Vincenzo Sergi, diversi anni addietro, quando ricopriva ancora la carica di Consigliere provinciale. Si era battuto senza risparmiarsi per realizzare qualcosa di importante nel suo paese. Le vicissitudini che hanno poi, nel corso degli anni, determinato un’interminabile fase di stallo nello stato di avanzamento dei lavori non le conosco. E, malgrado abbia io stesso ricoperto un ruolo istituzionale per un decennio, farei fatica a comprenderle.
A Natile adesso ci vado quotidianamente per via del mio lavoro di maestro elementare. I bambini della scuola sono amabili e sinceri, e il tempo che trascorro con loro cerco di renderlo proficuo per il futuro di questa terra. Ma quando, sulla via del ritorno, poco dopo il suono della campanella, mi ritrovo davanti quell'immagine, non riesco a non pensare a come, a quegli occhi innocenti, sia stato ingannato il futuro.

Autore: 
Rosario Rocca
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