Nel nome della Locride

Mar, 13/12/2005 - 00:00

Un Comitato atteso quello dei sindaci dello scorso 9 dicembre, che ha visto la riunione dei rappresentanti di Siderno, Locri, Gerace, Roccella e Brancaleone presso i locali del Comune di Siderno. Grande protagonista della discussione la situazione Locride, che dal delitto Fortugno in poi continua  a dominare le pagine dei media italiani. Una realtà per lungo tempo quasi dimenticata che è apparsa quanto mai grave da quell’ormai tristemente famoso 16 ottobre, che sembra aver cambiato gli equilibri consolidati della jonica. Il punto di discussione è certamente dettato nell’ambito del Comitato dei sindaci dalle recenti dimissioni del Sindaco di Platì, Mittica, stanco delle continue Commissioni d’accesso sul suo paese e dall’appartenente indifferenza del territorio verso l’emergenza dei piccoli comuni. Una realtà che i componenti del Comitato conoscono e recepiscono come preoccupante, tanto che lo stesso presidente dell’Associazione dei Sindaci Sisinio Zito ammette in riunione la necessità che i rappresentanti politici del territorio vengano considerati come veri ambasciatori del problema Locride in tutti gli ambiti in cui oggi il dibattito prende forma. “Non è ammissibile- sottolinea Zito- che Regione e Governo nazionale parlino di Locride senza considerare le istanze e il punto di vista privilegiato che sull’area detengono i primi cittadini e l’Associazione dei Sindaci. È quanto mai necessario far decollare un tavolo programmatico per la Locride, che nasca dal territorio stesso – rimarca il primo cittadino di Roccella sottolineando- ora chiusa la fase della protesta naturale di fronte a fatti di tale gravità ed urgenza si deve inaugurare immediatamente il tavolo delle proposte risolutive per affrontare i problemi e le emergenze della jonica”. “È impensabile che a Roma o altrove si parli di Locride senza consultarne i rappresentanti più diretti – considera da parte sua  Carmine Barbaro continuando – i problemi dell’area devono trovare un percorso risolutivo agevolato senza percorrere le consuete lungaggini procedurali ed i soliti ritmi rallentati”. Un pacchetto di proposte per la Locride viene quindi consigliato dal sindaco di Gerace Salvatore Galluzzo, che rimarca la necessità di nominare una rosa ristretta di elementi che a nome dell’Associazione dei sindaci venga considerata portatrice primaria degli interessi della Locride. Di opportunità parla per converso Alessandro Figliomeni di Siderno, che sottolinea come i riflettori puntati sulla zona, comunque, rappresentino per il territorio anche un’opportunità, che è riuscita a far uscire dal consueto dimenticatoi i problemi comuni. “È giusto –sottolinea- considerare un programma di soluzioni immediate fatte di piccoli obiettivi, che comunque siano di possibile risoluzione nel breve periodo, anche per dare una scossa in positivo alla situazione”. Tra i problemi predominati per il Comitato si confermano la questione legalità, però da riempire di contenuti concreti e non solo di slogan, seguita dalle infrastrutture vedi la ferrovia jonica, la strada statale 106 i cui fondi non si sa che fine faranno dopo le reiterate promesse di dare il via ai lavori. Ed ancora il costo del denaro in zona veramente insopportabile e primario ostacolo al decollo di qualsiasi idea di sviluppo endogeno. Dunque il porto di Roccella, dai sei anni in attesa di gestione con un ritardo su tutta la linea della promozione del turismo da diporto, ed ancora problemi più di tutti giorni come la questione Sorical e delle quote dovute dai comuni, sempre più minacciati dai tagli alla spesa locale; ancora il Parco d’Aspromonte tuttora in attesa di una guida che non sia commissariale per l’avvio di una politica di rilancio anche dei piccoli comuni montani che ne fanno parte. Tutte questioni che saranno al vaglio del prossimo consesso dell’Associazione dei sindaci stabilita per il prossimo 20 Dicembre, quando sul territorio Jonico per discutere a porte aperte di legalità sarà chiamato anche il super Prefetto De Sena. Subito fuori Barbaro e Figliomeni sottolineano come i sindaci vogliano essere i protagonisti delle richieste dell’area specie dopo l’omicidio Fortugno e come qualunque interlocuzione da attivarsi con Roma o Catanzaro non possa prescindere dal coinvolgimento diretto della Associazione dei Comuni. “È importante- affermano all’unisono-  dare organicità al lavoro. Vi sono a proposito allo studio temi di vario rilievo a partire dalle consuete predominati sino a questioni più di carattere generale. Naturalmente partiamo dal considerare la problematica ordine pubblico punto principale, che deve essere nell’agenda di tutti gli organi di governo. Il territorio deve essere reso sicuro modificando il contratto in merito posto in essere sin ora. Le soluzioni approntate non hanno portato nessun beneficio – affermano- visto che la situazione è addirittura peggiorata. Certo se la zona non è sicura anche  la richiesta fatta al cittadino di essere più attivo è un po’ vuota. Del resto – ammettono - un territorio che non si sviluppa avrà difficoltà a portare avanti un percorso di sicurezza. L’ individuazione dei responsabile dei reati è fattibile nei brevi periodi, invece, l’approntare un processo di sviluppo endogeno è un percorso ben più lungo, che per decollare deve vedere protagonisti i Sindaci, che sono il vero baluardo dell’area perché primi  conoscitori dei problemi e diretti rappresentanti. Certo – concludono- vi sono diversi livelli di intervento a cominciare dal far  funzionare meglio e di più gli Enti locali, a seguire  si deve pensare ad approntare il pacchetto da proporre anche al Governo per recuperare il ritardo di sviluppo che qui si registra”.   

Autore: 
di ALESSANDRA TUZZA
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