Nella Locride delle polemiche

Dom, 15/03/2015 - 11:43
il convegno di Oliverio a Locri

È stato steso il tappeto rosso, sono stati tirati fuori dall’armadio gli abiti da cerimonia, sfoggiati i sorrisi migliori e ci si è profusi in un profondo inchino in occasione dell’arrivo del presidente della Regione nella Locride. Ma la visita di Oliverio, come ogni evento di “gala” che si rispetti, dietro le belle apparenze nascondeva moltissime tensioni.

Preso posto dietro il banchetto per lui imbastito dall’Associazione dei Sindaci della Locride nell’Auditorium del Centro Pastorale Diocesano di Locri, Oliverio ha immediatamente esordito con i propri saluti a tutti i presenti, sottolineando l’avverarsi della promessa che aveva fatto durante la campagna elettorale. Benché l’incontro, dando credito alle parole del presidente, non nascesse con il pretesto di essere una semplice passerella ma piuttosto il punto di inizio di un percorso comune che possa, in piena e accordata sinergia con tutti i sindaci, garantire alla Locride il futuro roseo che merita, il dilungarsi in ringraziamenti magniloquenti e il lancio propagandistico dell’hashtag #dilloaMario, che promette maggiore vicinanza tra il semplice cittadino e la giunta regionale, hanno fatto credere ai più smaliziati che gli intenti non si discostassero poi tanto da quelli appena respinti.

La parola è dunque passata al padrone di casa, il sindaco… pardon, il Vescovo della diocesi di Locri-Gerace Monsignor Francesco Oliva che, da buon ecclesiastico (o politico?) ha sottolineato come l’impegno della Regione e dei sindaci tutti debba garantire il rispetto del messaggio evangelico aiutando la popolazione a partire dalla fascia più povera e bisognosa.

Il vivo dell’incontro, tuttavia, è stato raggiunto con la relazione del presidente dell’assemblea dei sindaci Giorgio Imperitura che ha elencato con dovizia di particolari tutte le problematiche del nostro territorio. Ecco dunque il solito elenco di criticità soffermantisi sulla questione del completamento della rete viaria, sul miglioramento del sistema dei trasporti di cui abbiamo bisogno, sulla gestione razionale dell’ambiente, sulle trascurate politiche di tutela del lavoro, sul recupero e valorizzazione del patrimonio culturale e, naturalmente, sulla questione sanità. Ma la ripetitività dell’intervento di Imperitura, si badi bene, non è stata dettata da semplice desiderio di rimarcare questioni già appurate o non impegnarsi in un discorso originale. Piuttosto dimostra il drammatico stagnare del nostro comprensorio nelle medesime condizioni in cui si versa da decenni grazie a una politica placebo che ci ha sempre riempito di chiacchiere ma non ha mai alzato un dito per aiutarci.

Ha provato a sottolinearlo nel suo intervento anche il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, che ha notato la quasi pedissequa ripetizione di un discorso già fatto quindici anni fa a un altro presidente, prima di essere contestato dai suoi cittadini per la spinosa questione del lavoratori Lsu/Lpu che lo vede coinvolto.

Frecciatine a destra, malcontenti a sinistra, la polemica appena accennata da Calabrese sulla stagnazione della classe politica del comprensorio non lo vede come unico sostenitore di una linea critica nei confronti dell’associazione, che presenta molte più spaccature di quanto non si voglia far trasparire.

Mentre tutti se ne tornavano mestamente a casa digrignando i denti per la totale vuotezza di contenuti di un’assemblea rivelatasi tutt’altro che risolutiva, tutt’altro che punto di partenza per una comunione di intenti, giungeva voce, presso la nostra redazione, che le tensioni soffocate in sede ufficiale erano partite già qualche giorno prima dai server di posta elettronica dei nostri sindaci.

Pare che qualcuno, infatti, avrebbe mal digerito la scelta, confusionaria e ingiustificata, di non ospitare il governatore nella sede legale dell’Associazione, ovvero il Comune di Siderno, preferendo invece lasciare gli onori di casa a Monsignor Oliva.

Perché un gruppo di rappresentanti comunali combattivi come i nostri, avrebbe perso un’ottima occasione di dimostrare al presidente le proprie capacità organizzative rimarcando, al contempo, potere decisionale e laicità della questione all’ordine del giorno?

Ribadito quanto la presenza del vescovo sia stata cosa gradita, possibile che ci sia così tanta disorganizzazione da non riuscire nemmeno a imbandire una tavola per dimostrare che è la politica nazionale a essersi dimenticata di noi e che non sono i nostri sindaci i primi a lasciare indietro i propri cittadini?

L’attenzione dedicata da Oliverio agli interventi lascia ben sperare, ma l’espressione sul suo viso durante il commiato ci fa temere che quella di sabato scorso fosse una prova. La propaganda introduttiva del presidente voleva lanciare un messaggio: “Io posso farvi rinascere, dimostratemi che ne vale la pena”, ma la disorganizzazione dei sindaci ci fa temere che alla Locride spetterà ancora una volta accontentarsi delle briciole. E non perché il governatore sia cattivo, ma perché i nostri rappresentanti non sanno comunicare come si deve!

Intanto, a proposito di comunicazione, i sindaci hanno annunciato un nuovo scambio culturale nell’ambito dell’Associazione Civitas Solis che, dopo Malta, li porterà fino in Portogallo a presentare le bellezze e le risorse meravigliose che il nostro territorio offre. Domanda: se dialogare tra noi risulta così difficile sia che si sfoggi il proprio italiano forbito sia che si sfrutti il più familiare vernacolo, come si staranno comunicando i nostri problemi e le nostre vittorie al resto dell’UE?

 

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate