Nella Locride, dove lo Stato si accorge solo dei giovani che delinquono

Dom, 29/03/2015 - 11:17
Nei bilanci dei nostri comuni non ci sono risorse per la questione sociale

Se potessi, vorrei aprire una pacata discussione con i nostri parlamentari, i consiglieri regionali e provinciali e con i sindaci della Locride. Loro sapranno molto meglio di me che il governo centrale ha tagliato di un miliardo per ogni anno (sino al 2018) dei fondi destinati all'inclusione sociale. Sapranno certamente spiegare il motivo del loro enigmatico silenzio. Sapranno che dal prossimo anno in Calabria non ci potrà più essere una seria politica in questo settore. I sindaci sanno che nei bilanci dei Comuni (soprattutto della Locride) non ci sono risorse destinate alla questione sociale. La nostra situazione è molto diversa rispetto ai Comuni del Centro Nord. Ovviamente non è mia intenzione mettere sotto accusa la “politica”. Non ne avrei i titoli e non sarebbe giusto. Penso, però, alle tante persone a rischio devianza che saranno ancora più sole, ai bambini provenienti da ambienti degradati, agli allettati, ai portatori di handicap. Si staglia all'orizzonte una Calabria, e una Locride, senza tutela alcuna e senza voce. Ecco perché il diffuso silenzio mi inquieta. Nei mesi scorsi un ragazzo poco più che ventenne ha ricevuto l'ennesimo mandato di cattura. Il reato più grave credo sia stato un furto di una ventina di euro. Lo trasportano da un carcere all'altro. Ogni giorno costa alla comunità centinaia e centinaia di euro solo per tenerlo recluso. I suoi genitori, brave persone, sono entrambi portatori di gravi handicap e non avrebbero potuto accudirlo più di quanto non abbiano fatto. Lo “Stato” però non c’era. È vissuto in una catapecchia pericolante e ha evaso l'obbligo scolastico. Lo “Stato” ha continuato a non esserci! Si accorge di costoro solo quando presentano il loro conto di sofferenza, di degrado e di morte. Così, paghiamo in repressione, mille volte di più di quanto avremmo potuto spendere in prevenzione. Costruiamo carceri e caserme invece di asili nido e progetti di inclusione. Dall'anno prossimo si potrà fare ancora di meno. La Sinistra che è stata anche mia, non avrebbe mai consentito un'operazione così ingiusta senza combattere. Non ha senso dirsi di “Sinistra” se non schierandosi concretamente con gli ultimi che, come pulviscolo atmosferico, vivono accanto a noi e nessuno si accorge di loro. “Sinistra” è una scelta di vita e non una candidatura alle elezioni! In questa occasione molti “nostri” politici sembrano pesciolini rossi in un acquario. Muovono la bocca ma non dicono niente. La Calabria e la Locride stanno sprofondando in un “buco nero”, in un disinteresse inquietante. L'unica dimensione che c'è consentita è quella criminale, si tratta di un vestito che ci viene cucito addosso ma non ci appartiene. Sarebbe ora di dire: basta! Viviamo in tempi difficili in cui la “penna” (coscienza critica) conta meno di niente rispetto al “potere”, al denaro, alla “spada”. Noi solo questo possiamo dare e continueremo nell'impegno che - con ben altra autorevolezza - fu di Nicola Zitara e di Pasquino Crupi, con la coscienza che nessuno possa chiederci di più. Mutuando un'antica frase: abbiamo da perdere la nostra viltà, abbiamo da riscattare la nostra dignità.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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