Nessun veto allo SDI e al nuovo PSI

Sab, 28/01/2006 - 00:00

Quello che stiamo per raccontare non rientra  in quelle che sono generalmente definiti i corsi e ricorsi storici di vichiana memoria non foss’altro che “lo sviluppo della storia non è rettilineo”, ma di una storia di politica locale, che in ogni caso rientra in strategie più ampie anche per la sequenza temporale tra elezioni politiche, provinciali e comunali.
Si tratta per l’appunto della riunione convocata dallo SDI e tenutasi lo scorso lunedì all’Ymca tra i tutti i partiti del centro sinistra ivi compresi i vari circoli della Margherita e qualche movimento civico che si collocherebbe nella medesima area.
La convocazione degli “Stati Generali” dei partiti politici e quant’altro, da parte dello Sdi (da qui il richiamo a Giovanbattista Vico) costituisce il momento più alto, o quantomeno più ampio, di una discussione politica che da circa un semestre viene portata avanti ma senza proficui risultati, anzi in una sorta di “battaglia navale” con poca strategia e forse con molta “furfanteria”.
Naturalmente il richiamo agli Stati Generali del 1789 presenta degli elementi di similitudine con la realtà odierna in quel di Siderno, della Locride o della Calabria, soprattutto in quel che riguarda gli aspetti di natura economica e sociale se è vero che i redditi delle famiglie non consentono loro di arrivare a fine mese, che il sistema produttivo è debole, che il livello di disoccupazione aumenta sempre di più e i rischi di licenziamento per gli occupati sono quotidiani e perenni (checchè ne dicano Berlusconi e i suoi compari), che la rete delle illegalità si allarga a macchia d’olio rendendo insicure e miserevoli le condizioni di vita di comunità intere.
Presumo che le ragioni di una convocazioni di un simile incontro sia scaturita dalla necessità di fare chiarezza (non c’è nessuno che dica il contrario!) dovute probabilmente a percorsi metodologici effettuati nei mesi scorsi, spesso affastellati da velleitarie furfanterie per effettuare castranti limitazioni nei confronti di qualche forza politica.
Il progetto di alcuno, ammesso che ciò dovesse rivelarsi reale, rappresenterebbe la più grave iattura per riportare il centrosinistra al governo del paese, così come in Calabria, anche a Siderno.
Oggi la nostra cittadina, dopo anni e anni di nefaste attività amministrative illuminate da qualche raggio di luce, necessita di un reale cambiamento di rotta con l’apporto di tutte le forze politiche che si rifanno al centro sinistra, nessuno escluso.
Si! Proprio nessuno escluso! È questo lo diciamo non per difendere chicchessia, questo (lo Sdi) o quello (Nuovo PSI) partito politico, questo (i)  circolo (i) (Margherita) o quel movimento civico (Alleanza per Siderno), ma soprattutto perché ci poniamo qualche interrogativo: chi avrebbe la legittimazione ad operare “ad escludendum” o affibbiare patenti di “organicità” ad un progetto politico?
Molte, anzi moltissime, sono le perplessità che ci accompagnano soprattutto quando si vorrebbero tentare veti nei confronti di alcuno, sia egli individuo, sia esso partito. E’ proprio in questi frangenti  che la mente ci dovrebbe  accompagnare un po’ tutti, al tempo in cui essere comunisti significava essere penalizzati, significava essere esclusi ad esempio da qualche potenziale opportunità lavorativa o partecipativa.
Certamente non vorremmo essere “smascherati come ipocriti” se dovessimo celare che, almeno per quanto riguarda il Nuovo PSI e l’UDEUR , essi hanno sostenuto nel corso di questi anni la amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Figliomeni e che da parte di costoro si sarebbero dovuti concretizzare sostanziali atti di discontinuità.
Il centro sinistra non può non dichiararsi profondamente rammaricato se gli atti (quei pochi che ci sono stati a livello locale) sono stati poco incisivi e conseguenziali, da alcuni peraltro ritenuti irrilevanti.
Se è pur vero quindi che si porrebbe un problema di coerenza, non si può prescindere dalla considerazione che la politica presenta sempre e comunque aspetti di dinamicità, questi non possono essere tenuti in conto solo per realizzare ammucchiate al fine di vincere una campagna elettorale o per una tendenza omologativa.
Questi elementi di dinamismo non devono essere confusi, sebbene ci possano essere reali rischi, con operazioni di “trasformismo” o convenienti apparentamenti partitici, che di fatto hanno aggravato le condizioni di vita delle comunità nelle peggiori forme di clientelismo. I problemi della nostra comunità oggi sono divenuti più complessi e una aggregazione politica non può non trovarsi concorde sulle tematiche di fondo che riguardano la gestione del territorio, l’amministrazione della cosa pubblica in maniera trasparente, il continuo depauperamento delle forze giovanili verso altri luoghi, il lavoro, la sanità, ecc.ecc. Sono queste le argomentazioni che dovrebbero essere oggetto di discussione sia negli Stati Generali che nelle riunioni ristrette o di partito  del centro sinistra e andare al superamento di primogeniture e/o personalismi per ripristinare a Siderno quel “laboratorio politico” nel quale, al contrario di quanto avviene oggi in qualche forza politic come i DS,  i dirigenti, talvolta anche nazionali, hanno attinto quasi sempre contenuti, metodi e strategie.

Autore: 
di AMEDEO MACRI
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