Noi accusiamo

Sab, 18/05/2013 - 12:33
Accusiamo Scopelliti e Minniti di viltà interessata di fronte agli apparati repressivi dello stato, che negano alla Calabria la possibilità di liberi e sovrani comuni. Tirannide, sofismi, ipocrisia sono il miele di chi regola il voto e ci governa.

I nomi dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e dei comuni in via di scioglimento dopo l’occupazione delle commissioni d’accesso li conoscete, e non li rifaremo. Ripetere non giova mentre l’incontrastata scure del Ministero degli Interni s’abbatte sul Basso Jonio, e il rinnovo dei consigli comunali di San Luca, Locri, Gioiosa Jonica - più farsa democratica che sovranità popolare -  con ogni probabilità di certezza,  è di preludio ad altre commissioni d’accesso e ad altri scioglimenti. Se fossimo danarosi, scommetteremmo che così sarà.
Ecco, noi qui vogliamo sottolineare che i sindaci dei disciolti comuni non sono figli di nessuno. Sono figli dei partiti, in gran parte, del Pdl e del Pd, che vanno per la maggiore in Italia, nel Mezzogiorno in Calabria e nella provincia reggina ove già coccolarono gli Iaria e i Costantino di Melito, i Figliomeni e  i Ritorto di Siderno , i Femia di Gioiosa Marina , i Crinò  di Casignana, i Brizzi di Sant’Ilario del Jonio, i Campisi d’Ardore, gli Giorgi di San Luca, e via seguitando. Tutti ora  sfregiati  e resi spaventevoli, come i lebbrosi, dai decreti del Ministro  e dalle disposizioni del Prefetto. Tutti ora  accompagnati dal misconoscimento di paternità. Il che affibbia alla classe politica  calabrese e reggina il titolo infame, di cui nessun altro è maggiore, di classe politica Snaturata.
Noi accusiamo.
Noi accusiamo Giuseppe Scopelliti nella sua doppia veste di governatore e di coordinatore regionale del Pdl.
Noi accusiamo Alfredo D’Attorre, commissario regionale del Pd.
Noi accusiamo i deputati e i senatori  del Pdl.
Noi accusiamo i deputati e i senatori del Pd.
Noi accusiamo i deputati e i senatori del Movimento 5stelle.
Noi accusiamo, se ne vale la pena, il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci della Locride.
Noi accusiamo  gli intellettuali  superstiti della Calabria, che speculano sull’ingiustizia nei libri  e non la denunciano nella realtà.
Li accusiamo tutt’insieme, senza graduare responsabilità, di viltà  interessata di fronte agli apparati repressivi dello Stato, che negano alla Calabria la possibilità di liberi e sovrani comuni, e, che, protagonisti di altra viltà, non hanno il coraggio  di proclamare la sospensione a data da destinarsi dell’esercizio del voto nei territori meridionali e specialmente nella Locride.
Tirannide, sofismi, ipocrisia sono il miele di chi regola il voto e ci governa.

 

Autore: 
Pasquino Crupi
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