Non può esistere il reato di parentela

Lun, 10/06/2013 - 10:34

Ci sentiamo vicini alla famiglia di Stefano Cucchi ucciso dallo “Stato”, con la stessa intensità con cui ci sentiamo vicini a qualsiasi famiglia che abbia avuto una vittima di mafia. Non avremmo voluto innocenti condannati, ci dispiace soltanto che non sia saputo o voluto risalire ai responsabili della sua morte. Se corrisponde a verità che lo Stato siamo tutti noi, tutti noi siamo un po’ responsabili della morte di questo sfortunato giovane. 
Stefano Cucchi come Giuseppe Pinelli non verrà dimenticato da parte di chi si batte per una legalità vera. Il suo nome è già scritto nell’albo d’oro dei caduti per uno Stato più giusto.
In occasione della festa della Repubblica siamo stati a S. Luca. Non siamo andati a difendere la ‘ndrangheta ma la Costituzione e la Libertà.
Sciogliere i consigli comunali è sbagliato, scioglierli a pochi giorni dal voto è due volte sbagliato e diventa un’onta per una intera comunità.
Sciogliere un consiglio basandosi sui rapporti di parentela è un precedente pericoloso gravido di conseguenze, e che contiene in sé il virus del razzismo. I genitori di Peppino Impastato o di Placido Rizzotto appartenevano alla mafia, i figli sono stati fulgidi esempi di una lotta vera per la legalità repubblicana. I genitori di Michele Navarra, boss di Corleone, erano persone perbene.
La ‘ndrangheta ha bisogno di legittimarsi. Ogni torto subito, in qualsiasi posto e da qualsiasi persona, da parte dello Stato è più dannoso che il “battesimo” di cento ‘ndranghetisti.
Sono stati saggi le “persone perbene” ed i rappresentanti delle Istituzioni  a tenersi lontane da S. Luca lasciando a noi, pochi reduci di battaglie lontane, l’onore di difendere la legalità repubblicana  In fondo è molto più comodo una soffice poltrona, un bel palco, uno studio televisivo, piuttosto che una piccola piazza che diventa però uno snodo fondamentale per la democrazia.
Molto più conveniente lasciare il territorio al presidio dei carabinieri ed a qualche gazzella della polizia. è probabile che la storia cataloghi la “saggezza” di oggi come diserzione!
Nel pomeriggio ho assistito alla celebrazione ufficiale della festa della Repubblica che questo anno, per la provincia di Reggio Calabria,  si è svolta a Siderno. Per arrivare abbiamo attraversato la Locride invasa da cumuli di rifiuti. Anche questa è “Repubblica”!
Accanto al palco i gonfaloni: Reggio, Siderno, Melito, S. Luca, Marina di Gioiosa . S. Ilario ecc… Mancano i sindaci democraticamente eletti, manca la gente di questi paesi ed i gonfaloni sembrano cimeli  conquistati ad un esercito straniero. Nessuno ne fa cenno. L’omertà non è patrimonio solo della ndrangheta.
C’è un attimo di calore e di commozione quando uno studente dell’IPSIA di Siderno intona  la canzone di Gaber «La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione …».
Ed è la partecipazione che manca!
Ed è la partecipazione che si vuole impedire sciogliendo i consigli comunali.
Ed è la “partecipazione” che pretende che il popolo sia supremo custode e sentinella della Democrazia, della Legalità e della Costituzione,
Ormai è sera a Siderno mentre il sole tramonta dietro i monti di Pietra Cappa di S, Luca.. Le due piazze non si sono incontrate. Eppure è necessario che un giorno si incontrino le Istituzioni della Repubblica ed il popolo! Il popolo di Firenze o di Bologna ma anche di Platì, di Africo, di Reggio.
è necessario che le Istituzioni vengano riconosciute e rispettate nella piazza di S. Luca perché espressione della sovranità popolare..
Quel giorno sarà una vera festa della Repubblica nata dalla Resistenza.
 

Autore: 
I.A.
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