Nonna Vincenza, 100 anni di vita ricca di storie straordinarie

Lun, 26/08/2019 - 11:20

La mia nonna, Vincenza Giletto, è nata il 22 agosto di cento anni fa a Mistretta, un piccolo centro della provincia di Messina. Prima di quattro figli ebbe la fortuna di avere un padre molto moderno e illuminato per l’epoca che volle far studiare tutti i suoi figli, comprese le femmine. Si trasferirono molto presto dalla Sicilia alla Calabria dove conobbe mio nonno, Giacomo Antico, sottoufficiale dell’esercito, che sposò nel 1941. Dal matrimonio nacquero 5 figli: Vincenzo, Salvino, Giuliana, Claudia ed Aldo, e in tutti questi anni sono arrivati 9 nipoti e 7 pronipoti. La sua è stata una vita ricca di storie straordinarie, come quando durante la guerra seguì mio nonno al fronte con un figlioletto piccolo e un altro in arrivo, che dimostrano ciò che lei è sempre stata: una donna forte, energica, sicura di sé, una delle prime femministe convinte nella vita professionale ma anche privata. Non si è mai fermata di fronte a nulla, non si è mai fatta sopraffare dalle circostanze anche se avverse, non ha mai permesso che il suo essere donna fosse un limite ai desideri e alle aspirazioni. Ai suoi alunni che durante i tanti anni di insegnamento ha accompagnato nella crescita ha cercato di trasmettere i principi e i valori che sono importanti nella vita: camminare sulle proprie gambe e pensare con la propria testa, essere sempre disponibili ad aiutare chi è in difficoltà o è rimasto indietro. Ancora oggi è un punto di riferimento per la sua famiglia, una guida sicura e saggia, una memoria instancabile che non teme il confronto con i tempi moderni. Non ha mai smesso di essere curiosa e di voler capire e conoscere come il mondo moderno di evolva, anche se il confronto con il passato le da la consapevolezza che tutto sia cambiato non sempre in meglio, come quando mi rimprovera per i miei jeans strappati che ai suoi tempi erano una vergogna o quando dice che le mie figlie non hanno una bella calligrafia mentre quando c’era stata lei a scuola si aveva molta cura della scrittura.
Nei suoi 100 anni ha attraversato la storia dell’Italia, dalla fine della Grande Guerra alla ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, passando per il periodo del fascismo durante il quale ha studiato e che ricorda per le rigide norme e le severe imposizioni; ha vissuto i cambiamenti nei costumi e nella vita sociale: le gonne si sono accorciate sempre di più e con loro hanno portato molte più libertà. L’emancipazione della donna le ha consentito prima di studiare e poi anche di essere insegnante, di viaggiare, di guidare la macchina, di decidere per sé e per la propria famiglia.
L’insegnamento che ogni giorno dà a chi le sta vicino è quello di cercare di essere persone per bene e rispettabili, comprensive con i più deboli e caritatevoli con i bisognosi, determinate nelle proprie scelte ed efficaci negli obiettivi da raggiungere, così come è sempre stata la mia nonna: una donna di cento anni fa ma con la mente ed il cuore di un giovane innamorato della vita e mai stanco di conoscere e apprendere.
A me auguro di essere anche solo un po’ come lei che è sempre stata una parte importantissima della mia vita.

Autore: 
Alessia Ferraro
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