"Notte verde": riciclare sì, ma non senza pensare

Dom, 30/08/2015 - 17:02
L’incontro di domenica sera a Roccella Jonica, avente come tema la cura dell’ambiente e l’avvio della raccolta differenziata nella Locride ha messo in evidenza alcune criticità sulle quali sarà bene riflettere con la massima attenzione prima di agire.

Una Calabria bella e sostenibile. È questo il sogno che ogni amante della nostra terra vorrebbe vedere realizzato in un futuro imminente e che da molto tempo inseguono i nostri amministratori.
L’idea di una Locride pulita, che viva di riciclaggio ed energie rinnovabili come auspicato da Pietro Fuda sulle pagine del nostro giornale, è così allettante da pretendere che i progetti relativi a questa prospettiva possano essere avviati da qui a fine anno.
Come tutti i grandi progetti, tuttavia, anche questo richiede di non tralasciare nemmeno i più minimi dettagli.
È quanto è emerso dall’incontro tenutosi domenica, a Roccella Jonica, nell’ambito della “Notte verde”. La serata, promossa dall’Amministrazione Comunale su iniziativa dell’Assessorato all’Ambiante, ha dato spazio alle riflessioni di Giuseppe Certomà, Pietro Fuda, Salvatore Fuda, Nicola Tucci, e Vittorio Zito, evidenziando che il conferimento, il riciclaggio e il riutilizzo dei nostri scarti, necessitino di pianificazione per assicurarsi che vadano di pari passo con l’abbassamento delle tariffe.
Nello specifico, l’Assessore alle Politiche Ambientali di Roccella ha spiegato come, ignorando la necessità che le nostre strutture di conferimento dei rifiuti diventino più efficienti, l’avvio della raccolta differenziata in tutti i comuni della Locride, per quanto efficace, porterebbe al collasso dell’impianto di compostaggio cui il territorio fa riferimento, a Vazzano, motivo per il quale, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa in solitaria, si dovrebbe sottoscrivere un documento unitario tra i diversi comuni del comprensorio.
E la questione tariffe? Altra nota dolente. All’attuale stato di cose, lo smaltimento dell’umido costa ancora meno rispetto a quello degli altri materiali, 90 euro a tonnellata contro 120, tariffe calcolate escludendo i prezzi di trasporto.
La soluzione sembra allora essere una politica che si concentri su un’unica parola: sostenibilità. Secondo Nicola Tucci, infatti, i nostri amministratori dovrebbero promuovere innanzitutto politiche che riducano il consumo dei rifiuti, che si concentrino sul riutilizzo pensando alla differenziata porta a porta solo dopo aver dialogato sulle sue possibili messe in pratica con la Regione. Dopo aver cercato di elevare la qualità del servizio presente, infatti, ci si potrà permettere di lucrare sul pattume, trasformandolo in compost, energia o biogas che possano far vivere di rendita la Locride e che, pur non abbattendo direttamente le tariffe della spazzatura, garantiscano un risparmio sulle bollette. D’accordo con Tucci, su quest’ultimo punto, si è detto Pietro Fuda, che ha approfittato dell’occasione per chiedere ufficialmente la realizzazione di un digestore consortile, un impianto utile proprio a produrre energia a partire dai materiali di scarto, eliminando al contempo le difficoltà e i miasmi dell’impianto di San Leo.
Come ottenere tali risultati? Attraverso una pianificazione attenta, la partecipazione attiva di una cittadinanza sensibile all’argomento e la messa in rete degli impianti a noi più vicini riuscendo a equilibrare gli impegni, a organizzarsi in maniera flessibile e, perché no, a creare posti di lavoro.
Se non si prendono provvedimenti di tal tipo, esempi virtuosi come quello di Roccella rimarranno casi a sé stanti e, soprattutto, continueranno a non avere ricadute positive sul territorio, facendo sì che lo sforzo di pochi non possa ottenere i risultati sperati e che ci si comporti come il cane che si morde la coda.

Autore: 
Jacopo Giuca
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