Nuova biblioteca: un luogo dove crescere la classe dirigente di domani

Dom, 30/04/2017 - 16:24

La biblioteca comunale di Siderno torna ad avere una sede confacente al suo ruolo istituzionale e alle sue tradizioni, quando richiamava in città gran parte degli uomini di cultura della Locride grazie alla pregevole gestione di Nicola Zitara, che aveva saputo dotarla di una notevole quantità di volumi di enorme importanza. Per l’inaugurazione della nuova sede - intitolata ad Armando La Torre e sita nell’ex istituto Tecnico Commerciale di via Reggio alle spalle del Comune di Siderno - è stata scelta la giornata Mondiale del Libro, il 23 aprile, quando il sindaco Pietro Fuda ha inaugurato la nuova sede unitamente al Presidente dell’Associazione Amici del Libro e della Biblioteca, Cosimo Pellegrino, a cui si deve il merito di aver contribuito allo spostamento della biblioteca dal plesso scolastico della scuola elementare “Lorenzin” di Siderno Superiore in cui era stata relegata dai commissari prefettizi nell’agosto del 2013.
Durante una cerimonia che ha inaspettatamente accolto moltissime persone sinceramente interessate a quanto stava accadendo, la comunità sidernese ha dimostrato di aver ritrovato la volontà di tornare a crescere attraverso la cultura, oggi quantificabile nei 25mila volumi pazientemente catalogati dal bibliotecario Salvatore Futia.
«Oggi abbiamo dimostrato che con la buona volontà si possono realizzare molte cose - ha spiegato il primo cittadino durante il proprio intervento - Adesso che abbiamo terminato i lavori per la scuola Pedullà e che la biblioteca rinasce in questa nuova sede comincia la parte più impegnativa del nostro compito. Con l’inaugurazione di oggi, infatti, mi auguro che la biblioteca possa diventare una Casa della Cultura presso la quale organizzare le più importanti manifestazioni culturali della nostra comunità e che questa attività sia solo il primo passo per l’inserimento di Siderno nei grandi circuiti culturali nazionali.
«Attorno a questa struttura - ha continuato Fuda - che sarà certamente potenziata, dobbiamo infatti far crescere la nuova classe dirigente non solo di Siderno, ma della Calabria e del Mezzogiorno. Questo edificio non deve limitarsi a essere un centro in cui si può prendere a prestito un libro, ma deve diventare un luogo in cui sviluppare i pensieri e creare un tavolo di confronto continuo, esattamente come già avviene in altre città d’Italia».

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