Oliva: “Il 1° maggio ricordiamo che vivere dignitosamente è un diritto”

Sab, 29/04/2017 - 18:02

Il primo maggio festa del lavoro si direbbe una celebrazione del passato, quando si difendevano i diritti dei lavoratori. Ora che il lavoro sembra essere un diritto negato, privilegio di pochi, la giornata del 1° maggio può essere l’occasione giusta per gridare a tutti che non c’è vivere sociale se questo diritto non viene equamente riconosciuto e se ad ogni famiglia non viene affermato il sacrosanto diritto a vivere con dignità la propria vita.
Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale” sarà il tema del 1° maggio. Una giornata che non può esaurirsi in manifestazioni di piazza, ma deve essere un tempo opportuno per dar voce ai disoccupati ed ai senza lavoro o mal pagati, a chi non ha che strascichi di lavoro in nero. Un grido che deve scuotere il palazzo chiuso in una litigiosità senza tregua, dove non entra per nulla il lamento delle famiglie, mentre ancora tanta gente s’illude di trovare le facili “scorciatoie” del gioco d’azzardo, nell’abbaglio di risolvere in tal modo la propria crisi ed i propri problemi economici.
La nostra chiesa locale non può chiudere gli occhi di fronte a questi problemi. Provocare una riflessione generale e condivisa su giovani e lavoro è ben poco, ma importante in questa terra che ha il record della disoccupazione giovanile attestata intorno al 58,7%. “Senza lavoro non c’è dignità personale, non c’è sicurezza sociale, non c’è possibilità di fare famiglia, non c’è futuro”, afferma il Card. Bagnasco.
Desidero parteciparvi, in modo da pensare a come prepararci, che in vista della prossima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia di Cagliari (26-29 ottobre 2017) l'Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro organizza una due giorni sul tema “LO STATO SIAMO NOI. Comunità locali e responsabilità sociale”, dal pomeriggio del 23 al 24 giugno prossimi nel Centro Pastorale di Locri. Il titolo è frutto di una scelta ben precisa di rilancio di uno dei pilastri della Dottrina Sociale della Chiesa, qual è il principio di sussidiarietà. La scelta scaturisce dalla considerazione che il concetto di Stato diffuso nei nostri territori è quello di un'entità astratta, che dall'alto verso il basso legittima le comunità locali e dovrebbe provvedere ad ogni bisogno. La Dottrina Sociale della Chiesa parla invece di uno Stato che sta in basso, costituito dalla collettività, che dal basso verso l'alto esprime e legittima rappresentanze politiche e istituzioni, e che soprattutto “fa e decide” tutto ciò che è possibile “fare e decidere” in basso. Da “Stato” le comunità locali si assumono la corresponsabilità del proprio futuro, non stanno ad attendere soluzioni dall'alto e rifiutano di essere ingranaggio passivo di una logica assistenzialistica. L'incontro, che vedrà l'intervento dell'economista Leonardo Becchetti e di Suor Alessandra Smerilli (Docente della Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione «Auxilium» di Roma), sarà occasione di ascolto, studio, testimonianza di come è possibile, attraverso la partecipazione, vivere in maniera più consapevole e responsabile la nostra cittadinanza, il nostro essere Stato, con sano protagonismo, responsabilità e solidarietà, anche per quanto attiene alle sfide del futuro della Locride e della Calabria.
Nell’augurare un primo maggio di pace e d’impegno pastorale, chiedo al Signore una speciale benedizione per l’intercessione di san Giuseppe lavoratore.

Francesco Oliva

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