Omicidio Cordì, la difesa chiede la completa assoluzione per i due imputati

Ven, 11/04/2014 - 13:13

Dopo l'intensa arringa per l'omicidio Cordì, l'avvocato Cosimo Albanese ha afermato che i presunti colpevoli Michele Curciarello e Antonio Martino «non vanno condannati ma ssolti da tutte le accuse al loro carico». La procura invece ha concluso chiedendo la pena e l'ergastolo per entrambi, rispettivamente zio e nipote, dove gia precedentemente era stato chiesto in primo grado l'ergastolo per Curciarello, ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio del "cinesi", ucciso il 31 maggio a Siderno nel 2005, dove era andato a prendere un caffè con un conoscente, nell'ambito della ripresa della faida di Locri tra i Cataldo e i Cordì. Sempre secondo l'accusa Martino avrebbe guidato lo scooter al commando per colpire la vittima, ma sarebbe gia stato assoltodai giudici in primo grado. Ma per Curciarello la situazione è molto piu aspra nonostante l'avvocato abbia chiesto ai giudici della Corte d'assise di Reggio Calabria di accorglierne le doglianze difensive, in quanto non vi sono prove di un possibile movente, in quanto l'imputato non è risultato vicino alla famiglia Cataldo di Locri. A questo proposito l'avvocato per dimostrare uteriormente l'estraneità ai fatti del suo imputato, ha fatto emergere dal processo "Siderno group" riguardante la faida di Siderno, un contatto tra Michele Curciarello ed esponenti della famiglia Commisso, contrapposta ai Costa-Curciarello e per altri versi alleata con i Cordì contro i Cataldo. Un altro particolare importante riguarderebbe lo "stub bianco" che in quell'occasione non è stato eseguito sull'imputato.

 

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