Operazione “Saggezza”, lunedì il gip deciderà chi andrà sotto processo

Mar, 05/11/2013 - 10:25
I difensori dei quaranta finiti in carcere: “Non esistono prove tangibili per dimostrare l’esistenza di una nuova cupola della ‘ndrangheta”

Controllo sulle attività commerciali, boschive e sull’usura. Il tutto grazie a dubbi legami tra ‘ndrangheta, massoneria e politica nel territorio comunale di Siderno e dintorni. L’operazione è stata soprannominata “Saggezza” e su di essa il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria ha comunicato di volersi pronunciare lunedì prossimo, 11 novembre 2013, per stabilire quanti saranno gli indagati che finiranno sotto processo. Quaranta, nel novembre scorso, furono le persone finite dietro le sbarre, in seguito a un blitz che fece emergere l’esistenza – secondo l’accusa – di una nuova cupola della Locride, denominata “Sacra Corona”.

Nel loro intervento i difensori hanno posto l’accento sul fatto che il quadro indiziario sarebbe insufficiente e deficitario di prove tangibili che dimostrino la colpevolezza dei propri assistiti. Accuse contraddittorie, insomma – sempre secondo la difesa – in particolare per l’avvocato Giuseppe Iemma, che tutela la posizione di Giuseppe Fabiano capo del locale di Cirella di Platì, di Antonio Spagnolo, ritenuto dall’accusa esponente della locale di Ciminà, di Rocco Malafarina, che sarebbe comanderebbe a Cirella e di Arturo Varacalli, Marco e Fabio Salvini. A lunedì la pronuncia del magistrato.

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