Operazione Reggioland, ai reggini piace caldo

Dom, 20/03/2016 - 16:09
Mercoledì i carabinieri hanno scoperto a Reggio Calabria una casa di tolleranza che si spacciava per un'associazione culturale senza scopo di lucro.

C'è anche un parco divertimenti a Reggio Emilia con lo stesso nome. Ma al Reggioland di Reggio Calabria ci si divertiva di più. Il maestro d'arte autodidatta Francesco Alati, presidente dell'associazione culturale Reggioland, dopo aver girato il mondo partecipando a varie mostre anche di alto livello (a Stoccolma, Mosca, New york), ha un po' cambiato gusti. Ha iniziato a sostituire i corpi nudi di sinuose ragazze alle sue tele bianche, piatte e insulse. Si era dato al body painting ed era quasi sempre la sua pennellata a dare il via al dipinto umano. Come durante quella serata organizzata a Lazzaro con l'esplosiva Natalia Bush, ricordata dagli appassionati del genere per essere stata la protagonista assoluta, insieme alle sue curve incontenibili dentro quei bikini strizzati, in The Lady 2, regia di Lory del Santo. Oltre alle serate di body painting, Francesco Alati e la sua Reggioland hanno preso parte all'organizzazione dell'Estate Reggina, collaborato con i lidi e i locali più "in" di Reggio Calabria e Provincia. Il maestro d'arte ha anche organizzato, con il patrimonio del Comune di Reggio Calabria, "La notte Rosa", un'iniziativa di beneficenza all'Hospice Via delle Stelle, la struttura di assistenza e ricovero per malati terminali di Reggio Calabria. "Lavoriamo per un progetto e mai per un profitto", questa la frase riportata sul sito dell'evento seguita dalla locandina delle due top model, special guests della serata. Nessuno avrebbe immaginato allora che Francesco Alati, insieme alla moglie, Gregoria Liberata Logoteta, finissero in manette nell'ambito dell'operazione portata a termine lo scorso mercoledì dai Carabinieri della Stazione di Cannavò e che, in onore dell'associazione culturale senza fini di lucro/casa di tolleranza, è stata battezzata Reggioland. Non solo serate di solidarietà e beneficenza, quindi, ma anche il vizietto per il sesso a pagamento. Era Alati - scrivono i carabinieri - a prendere i contatti con i clienti per le serate a domicilio, reclutare prostitute, organizzarne il lavoro e accertarsi che le ragazze non si affezionassero ai clienti. Era onnipresente il maestro d'arte durante gli incontri di sesso, così da vigilare sulla sicurezza personale delle sue ragazze, sulle ventenni come sulle cinquantenni. La moglie Gregoria le accompagnava alle serate esterne, mentre Marco Toscano, 23 anni, finito agli arresti domiciliari, andava a prendere al porto di Villa San Giovanni le prostitute provenienti dalla Sicilia e "recuperava" i clienti che non conoscevano la location. Il meretricio veniva pubblicizzato sul sito www.donnamistero.com, un sito per adulti dove ad accoglierti c'è "la sexy star Sara, la venere, e il suo team di bellissime ragazze". Sara si presenta: "Calda sensualità... trasparenze... reggicalze... pelle liscia come seta... profumo inebriante di donna da urlo... calore irresistibile... uno spettacolo di madre natura... inafferrabile creatura padrona della notte... strip girl super sexy".
I servizi offerti sono tantissimi e per tutti i gusti, da fare invidia al Tom Cruise di Eyes Wide Shut. Sexy-show a richiesta e personalizzato (sic!); addii al celibato, feste di laura, compleanni e pensionamenti (qualora il cuore dovesse reggere!); strip tease sia di tipo erotico che di tipo hard (in cui è previsto un completo coinvolgimento dei partecipanti); donna buffet, dove il corpo nudo di Sara e delle amiche fa da tavola imbandita con dolcetti e panna, così da poterla "assaporare interamente". C'è anche qualche commento: "Il bignè è da sballo... e la panna sopra...".
"Sono tristissimo per questi eventi di una sconcezza e di una disumanità civica indicibile. Per tutto ciò provo disgusto sensoriale, morale e spirituale! Mi sento altresì pervaso da una forte rabbia umana". A scrivere è Francesco Alati. Ma no, non si riferisce alla sua Reggioland. È un suo post su facebook del 14 aprile 2014 che commenta la chiusura del campo sportivo CONI a Reggio Calabria.
Chissà cosa vorrebbe scrivere adesso dopo che la sua casa chiusa è stata aperta e tutta la melma, prodotta in questi anni nel buio di quelle stanze, spalata fuori...

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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