Ospedale di Locri: la Calabria cambia se cambiano i calabresi

Dom, 20/09/2020 - 16:30

Ritengo doveroso, da utente-paziente, fare una riflessione su un Presidio Ospedaliero non esente da criticità ma con reparti ove il giuramento di Ippocrate viene testimoniato, nel quotidiano.
Fare una professione come il medico con mezzi di diagnosi più efficienti e al passo con i tempi non solo avvantaggia le diagnosi, e quindi le cure, ma diviene indispensabile per alcune patologie, tranne che da noi, dove ci si deve accontentare dei pochi mezzi a disposizione.
Leggo che la sanità calabrese assurge agli onori della cronaca solo per le sue negatività perché questo fa notizia e piace ai lettori di una società alla ricerca del negativo.
Si strombazza ai quattro venti l'enorme costo delle prestazioni fuori Regione, considerando come spesa solo quella sanitaria e senza mai pensare ai disagi e ai costi delle famiglie.
Le deficienze sanitarie esplodono oggi più che mai in momenti drammatici come quello attuale, ma divengono strumento politico per propaganda cinica sulla pelle dei Calabresi.
La politica, a turnazione, critica l'operato degli avversari ma, rispetto ai malati, dimostra la sua cinica vacuità in progetti fattivi e realizzabili e non in false promesse.D’altronde, solo un ingenuo non riesce a percepire come molti scaldino la sedia per propio tornaconto. Mi pare giusto e doveroso, in questo mare di negatività che purtroppo attanaglia la nostra Regione ricattata quotidianamente per l’assenza di prospettive e che vede una società sempre più povera, dare il giusto merito a chi si spende per il prossimo.
Dicevo che sono un paziente-utente affetto da una patologia che mi ha portato alla dialisi. Quando sono entrato in questo tunnel non avevo idea né della patologia né delle complicanze e neppure della necessità di assistenza che ti fa sopravvivere.
Ho imparato il come la patologia renale determini una miriade di altre patologie e come un centro Dialisi possa salvare la vita delle persone.
Il reparto di Dialisi di Locri, nonostante le difficoltà generali che affliggono l'intera sanità della Locride, assiste più di ottanta pazienti cronici e altri sono costretti a trasferirsi a Soverato o altrove. Il reparto assiste anche malati che vengono dalla Piana, oltre a gestire un ambulatorio sempre, purtroppo, molto frequentato.
Tutto ciò avviene grazie alla reale abnegazione professionale dei medici ma, in particolar modo, del personale paramedico che e’costretto a turni massacranti. Orbene, possibile che non riesca nessuno a implementare di qualche unità il reparto?
Possibile che con strana rassegnazione non si levi un corale disdegno contro chi usa anche la sanità per far politica?
Non penso di essere l'unico a non rassegnarsi! Lasciamo da parte le parole e pretendiamo azioni concrete affinché il personale lavori con maggiore serenità a vantaggio proprio e dei pazienti.
La Calabria cambia se cambiano i calabresi.

Autore: 
Vincenzo Bagalà
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