Ospedale di Locri: urgente riorganizzazione e responsabilità

Lun, 14/04/2014 - 19:27

Il vicepresidente del consiglio regionale Alessandro Nicolò ha dichiarato, conseguentemente al depotenziamento previsto, la necessaria riorganizzazione dell’ospedale di Locri. «E’ necessario e urgente assumere, con comune senso di responsabilità, la riorganizzazione del nosocomio locrese secondo il modello “Spoke”, attribuendogli la qualità di posti letto prevista dallo standard nazionale, dotandolo di un formale e credibile Atto aziendale e provvedere allo sblocco del turnover del personale e completare l’iter burocratico-amministrativo per il utilizzare il finanziamento di 18 milioni di euro necessari per l’ammodernamento strutturale e tecnologico. L’ospedale sta avendo un lento ed inesorabile declino per effetto del piano di rientro imposto dal governo nazionale. L’accorpamento della struttura sanitaria con L’Asp di Reggio Calabria, inoltre ha svuotato la struttura amministrativa originaria con il trasferimento della delega dei poteri gestionale a Reggio. La proposta di riorganizzazione della struttura ospedaliera prevista dall’Asp di Reggio Calabria quindi vede deturpare il nosocomio locrese di molti dei suoi reparti più importanti tra cui geriatria e lungodegenza,  che garantivano le prestazioni per i soggetti anziani, è stata depennata allergologia che era tra i migliori riferimenti della Calabria, disattivazione di servizi essenziali tra cui diabetologia e angiologia. Da ciò emerge chiaramente come l’esiguo numero di posti letto di cui dispone l’ospedale, sia di gran lunga inferiore al parametro concesso e standardizzato a livello nazionale e non possa essere ritenuto sufficiente a rispondere ai bisogni degli utenti. Per altro, la situazione è aggravata dalle difficoltà di mobilità e dai collegamenti problematici tra la jonica e la città di Reggio Calabria, dalla mancanza di strutture private con posti letto per acuti nelle zone limitrofe. Ultima questione ma non meno importante, è che l’ospedale di Locri è rimasto l’unico riferimento assistenziale per acuti dell’intero territorio della fascia jonica a servizio di 42 comuni e quasi 140.000 abitanti».

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