Passeremo tanto più tardi nella stanza accanto

Dom, 03/05/2020 - 19:30

Julie Taymor fa dire alla sua Frida: "Non credere a un donna che piange, a un cane che zoppica". Duro, crudele. Pensa questo dell'umanità e dintorni? Automobilisti si fermano dopo un incidente, rischiando la vita, per soccorrere i feriti sull'asfalto, ma ci sono pure quelli che guardano "storto" l'infermiera (grande e attenta nel servizio, 3,84 euro al giorno per 69 euro al mese di straordinario), perché viene a contatto con gli infetti. L'istinto benefico e quello malefico. Quest'ultimo che ti porta a diffidare persino di una persona addolorata e di un animale ferito. E avanti con il dibattito se diventeremo migliori o peggiori dopo la pandemia. Resteremo uguali, questa la cosa più probabile. Carlo Ginsburg rammenta il Pinocchio di Collodi che guarda ora duro ora tenero (ma come può con "quegli occhiacci di legno"?) Geppetto che lo ha creato. Le nostre vite durano finché durano. "Perché morire così? Perché proprio io?" Ma chi è che non se lo chiede? Per chi ha il dono della fede la morte è il passaggio nella "stanza accanto". Medici (a oggi con il Coronavirus ne sono morti 150), infermieri (più di 30 quelli deceduti), forze dell'ordine, volontari: tutti a ringraziarli. Sarebbe stato "meglio" proteggerli, ascoltarli, organizzarli. Il medico di un tempo, più che "saper fare tutto, tentava di fare tutto". Non aveva supporti ma, stranamente, se accadeva il peggio, non gli si addossavano responsabilità. Oggi può succedere diversamente, lo incolpano, eppure il medico da di più. Gli infermieri stanno vicino al malato più del medico, e si comprende pure. Nei reparti ad alta intensità, come in questo periodo, possono fare la differenza. Sembra una fake news che i Vigili del Fuoco non abbiano una copertura per gli infortuni in servizio. La disperazione ti avvolge mentre uno ti sta morendo nel letto di ospedale o in una casa in fiamme. Il servizio notturno o il pronto intervento ti distanziano dalla famiglia, da casa. Il superaffaticamento ti mette a rischio. Eppure, la contingenza "è meglio che non lavorare!". Un sistema, per funzionare, deve avere sempre una scorta di energie. Se il Coronavirus è nuovo e non sai come affrontarlo devi sapere almeno come limitare i danni. Usare il tempo per ucciderlo, altrimenti uccide te. Tutto prosegue tra disperazione e speranza. La scienza smontata e rimontata. La fede e la dissacrazione. C'è chi "recupera" Giulio Nescimbeni "La Chiesa, dal tetto in giù è bottega, dal tetto in su, mistero". Ma il teorema contro Papa Francesco per la pandemia non può minimamente trovare ascolto. Se si affaccia il potere temporale della Chiesa e lì dentro pure la politica, l'ulcera è assicurata, e "l'infarto dietro l'angolo". La Chiesa deve essere generosa, per missione e per mezzi. La libertà che assaporeremo da maggio in avanti - il Paese che riapre - l'abbiamo già conosciuta. Sarà più facile praticarla. Peppe pensa al San Luca Calcio, non sa se i muscoli dei calciatori si siano intorpiditi, la serie D lo aspetta. Seby non sa come ritroverà la sua montagna, l'Aspromonte. Se il cielo è diventato più pulito e le "terre" meno calpestate, nella "stanza accanto" passeremo più tardi, tanto più tardi.

Autore: 
Franco Crinò
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