Pellaro IGT, capolavoro di un esemplare ormai raro

Mar, 08/10/2019 - 18:00
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Dotata di una virulenza che l'abitudine ha smussato, l'Etna domina e ridisegna il panorama e il paesaggio dello Stretto al tramonto collegando particelle  e terogenee, abolendo diversi intervalli di luce, fondendo come l'oro uno scenario fatto di calma e di bontà. E mentre la Dimora degli dei, l'Ascensione religiosa e naturalistica, come un operaio intento a stabilire fondamenta stabili in mezzo ai flutti color malva, affascina e bemolizza il chiaro di luna, splendidi vigneti di Calabrese, Castiglione, Gaglioppo, Nerello cappuccio, Nocera e Alicante generano il disegno giapponese delle loro ombre sulle colline a terrazzo, dal terreno sabbioso e asciutto, della parte meridionale della città di Reggio Calabria. Balconi sul mare, che da un'altitudine di 100m s.l.m. salgono fino a 600 metri, comprendendo l’intero territorio del comune di Motta San Giovanni e le frazioni di Bocale, Lume di Pellaro, Macellari, Occhio di Pellaro, Oliveto, Paterriti, Pellaro, San Filippo, Valanidi in provincia di Reggio Calabria, danno origine ai rossi e ai rosati Pellaro IGT. Dal carattere squisitamente meridionale, il rosso, presenta un colore rubino con leggere sfumature di porpora. Un ventaglio di profumi veramente ampio: ciliege mature, marmellata di prugne e frutti rossi approdano al naso in modo netto e lampante, lasciando pian piano spazio a un leggero sentore di alloro e minerale. Corposità e vellutata eleganza al palato sono in grado di tenere sotto controllo una nube di alcolicità che crea alibi mentali. Un tannino delicato, in cui sono completamente assenti le note amare, lascia il cavo orale perfettamente profumato per lungo tempo. Apprezzato da tempo, grazie al binomio suolo e clima che arricchisce con vigore i grappoli della sua vite, è il prodotto culturale concepito dall’uomo come alimento e strumento di benessere in cui si riflettono le memorie trasmesse da una generazione all’altra. Capolavoro di un esemplare ormai raro che si contempla talora con l'umiltà, la spiritualità e il disinteresse di un artista, talora con l'orgoglio, l'egoismo e la sensualità di un collezionista.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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