Peppe Panetta: «Lottammo per il divorzio con grande determinazione»

Dom, 13/12/2020 - 17:00

Con Rita Commisso molto abbiamo discusso anche dell'influenza che il sessantotto diede alla battaglia sul divorzio ed è questo tema che abbiamo approfondito con Peppe Panetta, oggi indiscusso punto di riferimento per le giovani generazioni della sinistra calabrese. «Il movimento giovanile della ionica di quegli anni è stato uno dei più vivaci della Calabria e forse d'Italia, la sua dinamicità - ci racconta Panetta - ha inciso in maniera dirompente sul successo del NO al referendum in quel territorio. In quegli anni ci fu una rottura significativa della scena politica, a partire dalle vicende alluvionali del ’72/'73, che riguardarono San Luca e altri comuni ionici, che ha cambiato anche il personale politico della sinistra. Centinaia di ragazzi, tra cui io, Aldo Canturi, i fratelli Schirripa e Rita Commisso abbiamo iniziato a impegnarci e lo si è fatto con grande determinazione». Panetta ricorda l'occupazione del Liceo Classico di Locri del '74 che, insieme al Mamiani di Roma, fece partire la lotta per i decreti delegati per la gestione sociale della scuola, l'apertura ai genitori e agli studenti e ci racconta di una delegazione di quel movimento che partecipò all'incontro con il ministro della Pubblica Istruzione, Franco Malfatti. Quelle furono acque smosse dal sessantotto, «quei decreti rappresentavano un'esigenza di democrazia e partecipazione alla vita della scuola. Il referendum sul divorzio -aggiunge- è stata una tappa di una vivacità più complessiva, soprattuto a livello giovanile, che ha portato a una rottura nelle famiglie, con un effetto traino, perché ognuno di noi rappresentava una ventata di novità anche per i genitori, i parenti. Fu una battaglia fatta in un contesto di grande dinamicità politica che portò a un risultato eccellente nella ionica, con oltre il 60% di consenso sulla legge. Ricordo alcune compagne dell'Emilia - ci dice in conclusione - che vennero a sostenere insieme a noi la campagna referendaria. Tra il PCI di Reggio Calabria e quello di Reggio Emilia vi era un gemellaggio che si era materializzato già durante l'alluvione del ’72/'73, quando i bambini di San Luca, rimasti senza scuola, vennero portati a Reggio Emilia perché continuassero a seguire le lezioni, fu un gemellaggio che coinvolse il popolo».

Autore: 
Barbara Panetta
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