Platì: Ordinanza del Questore genera tensione tra Stato e Chiesa

Lun, 24/10/2016 - 09:57

L’improvviso decesso di Giuseppe Barbaro, 53enne di Platì, durante il suo periodo di detenzione presso il carcere di Vibo Valentia, ha generato una polemica tra Stato e Chiesa derivata dall’ordinanza, emessa dalla Questura di Reggio Calabria, di svolgere i funerali in forma strettamente privata presso il cimitero di Platì prima dell’orario di apertura, alle ore 6 di ieri mattina, 23 ottobre 2016. La comunicazione, giunta presso la Parrocchia del paese nella mattina di sabato, e giustificata dalla possibilità che le esequie pubbliche potessero essere “occasione propizia per la commissione di azioni di rappresaglia” avrebbe generato indignazione nel parroco Giuseppe Svanera, che non ha esitato a indirizzare un ricorso al Ministro dell’Interno Angelino Alfano affermando che l’ordinanza non poteva essere applicata in quanto il luogo delle esequie non sarebbe stato pubblico, bensì un luogo di culto, la chiesa di Platì. L’ovvia tensione generatasi tra l’istituzione statale e quella ecclesiastica ha dunque richiesto l’intervento di Monsignor Oliva che, questa mattina, ha reso pubblica la seguente nota di chiarimento:

In merito alle notizie relative al rito religioso in forma privata, per le esequie del defunto Barbaro Giuseppe di Plati’, deceduto nel carcere di Vibo Valentia il 20 ottobre 2016, si precisa che:
1. il parroco p. Giuseppe Svanera, in ottemperanza all’ordinanza del  Sig. Questore di Reggio Calabria, ha celebrato il rito religioso della benedizione della salma presso il cimitero di Platì alle ore 06 di oggi, domenica 23 ottobre 2016, dove era già riunita tanta gente;
2. lo stesso parroco, che riteneva eccessiva la disposizione sul luogo indicato per la celebrazione del rito religioso, si è rivolto al Sig. Ministro dell’Interno, per chiedere spiegazioni in merito.
3. Il caso umano aveva suscitato una reazione generale in paese, trattandosi di un padre di famiglia, di 53 anni, deceduto in carcere a Vibo Valentia, e che lasciava una famiglia con quattro figli in età scolare.
4. Il successivo rito religioso celebrato nella chiesa parrocchiale senza le rituali solennità, secondo le disposizioni dei Vescovi Calabresi, vedeva la partecipazione di numerosi fedeli.

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