Polsi: il sacro, il magico, l’umano

Mar, 08/12/2015 - 10:06

Tutto forse nasce per caso, ma non è così. Molte vicissitudini umane sembrano evolversi per pura casualità…
Non lo so, forse non è così, mi ripeto, ... ho dei dubbi, ma lasciamoli stare.
Suona il telefonino: è l'amico Peppe, che mi dice di mantenermi libero per sabato, perchè si è deciso di andare al Santuario di Polsi, dove ci aspettano ...
Chi ci aspetta ? Non lo so, ma istintivamente do la mia disponibilità.
Sabato si parte, siamo in quattro sul fuoristrada: io, Peppe, Luciano ed Anna.
La strada è più o meno conosciuta, saliamo in alto verso Montalto, tra i lecci aspromontani, pinete odorose e suggestive faggete: e poi in giù verso le viscere della terra, lungo una strada aspra e bella, tracciata chissà da quanto tempo e da chi nella roccia o lungo i greti di torrenti asciutti su cui dormono pietre di rara bellezza.
E qui, già in vista del Santuario cominciava ad affiorare nella mia mente quella moltitudine di anime che hanno abitato involucri di carne ed ossa, come noi siamo in questo momento.
Ovviamente era questa una mia sensazione, un fatto emotivo mio, tutto personale e rigorosamente tenuto riservato.
Guardavo dall'alto la "Valle Incantata" e già scorgevo i tetti della chiesa, del chiostro e di tutto quanto è nato intorno per ospitare i pellegrini.
È di altri tempi l'accoglienza di Antonia, la madre di Don Pino Strangio, Rettore attuale di questo Santuario, accoglienza che mi ricorda con commozione e reverenza la figura di mia nonna Flavia, quando io piccolo non capivo ancora bene la sua disponibilità verso coloro che domandavano un pezzo di pane e che mia nonna non ha mai rifiutato agli sconosciuti migranti che bussavano alla porta di casa nostra.
Da qui nasce tutto un meccanismo mentale che a distanza di anni riesce, e lo dico con convinzione, a dissipare quella intricata matassa che ognuno di noi si porta dentro.
Ogni luogo intorno alla vallata appariva ai miei occhi ricco di quella antica religiosità che appartiene ai viventi e di cui non possiamo liberarcene non appena viene da noi interiorizzata.
L'interno della Chiesa, gli addobbi, le testimonianze, gli altari e soprattutto lei " Maria con il Bambino" , la Regina, l'antica "Eva" da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna.
Ecco l'incanto, l'incanto della Magia di questo sito, scelto sicuramente da uomini in cammino, in cerca di scoprire quell' "Invisibile" che a volte si percepisce, ma che si manifesta nella sua più intensa spiritualità solo in chi ha Fede.
Si, perchè solo chi ha Fede riesce a vedere oltre, oltre quel limite che ci fa uscire dal buio più profondo della non conoscenza, elevandoci quel tanto che basta per farci vivere una vita più serena.
Non voglio ora entrare in discorsi filosofici, ma due riflessioni vanno fatte.
Il simbolo della Croce, due segmenti che vanno uno verso l'alto, l'altro in orizzontale lo interseca in un punto al centro del quale sta l'uomo, io, tu, lui, tutti quanti, tutto il resto animali e piante comprese.
Riflettete: la Croce simbolo primario del tutto. Qui mi fermo: per coloro che si sono sintonizzati sulla mia stessa lunghezza d'onda, non ci sono altre parole.
Se alla parola MAGIA togliamo la "G" e mettiamo la "R" otteniamo "MARIA", che non è più un semplice riferimento cristiano, ma che diventa un punto di partenza per una continua rinascita interna: in questo "segreto svelato" è contenuto il concetto della nostra stessa vita.
Qualcuno disse che noi non moriremo mai perchè non siamo mai nati nel comune senso della parola, siamo esseri in continua trasformazione frutto di una "intelligenza divina" che ci accompagnerà per sempre... non so se questo sia vero, però comincio a pensarci.
Cosa è rimasto in me dopo questa breve permanenza a Polsi ?
Tutto, tutto quello che ho cercato e che non riuscivo ad avere a portata di mano, compresi gli occhi di Don Pino Strangio, due finestre aperte sul mondo, la sua voce, il suo atteggiamento solennemente empatico, che fa di lui un compagno di viaggio che ognuno di noi vorrebbe avere accanto.
Grazie Don Pino per quello che hai fatto e farai ancora: i futuri difficilmente ti dimenticheranno !
Tra i futuri ci sono io, in prima linea, e non ti scorderò mai!

Autore: 
Giuliano Zucco
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