Problemi per gente capace

Gio, 18/12/2014 - 10:03

Ho sentito da qualcuno che non bisognava mandare alla Regione gli uscenti (senza nessuna obiettività su chi avesse fatto il consigliere appena per un anno, in piena crisi della legislatura) o i congiunti che aspiravano a una candidatura. Di questi ultimi l’unico “concorrente” era esclusivamente il sottoscritto. Per questo è difficile non definire “l’accorato appello” come “razzista”, o facilmente bizzarro. Ma adesso bisogna prendere atto del responso delle urne: chi si è candidato, chi non lo ha fatto, chi non ha potuto farlo. In questa legislatura regionale di assoluta emergenza ognuno dovrà prodigarsi al massimo delle proprie capacità (che i rappresentanti eletti hanno). Così come dovrebbe avvenire in ogni settore della società civile. Lo stilista deve creare abiti avvenenti, il pittore bei quadri, il pilota deve guidare con sicurezza l’aereo e il comico deve riuscire a far ridere anche quando è triste. In politica, specie di questi tempi, non basta la passione (che è sempre essenziale) ma serve la competenza. Se non c’è, si aggiunge un ostacolo “interno” a quelli esterni (che sono già tanti), alimentati, negli anni, dalla superficialità e dall’incompetenza. Non basta, in questa regione, fare meglio della volta precedente (le disarmonie e la crisi sono evidenti), bisogna andare a superare tutte le contraddizioni (che ci trasciniamo ininterrottamente). Tutto ciò riguarda vari settori: gli ospedali, le discariche, gli Organi dello Stato (che sciolgono i Comuni anche in carenza di motivazioni). Ecco perché abbiamo bisogno di una classe dirigente capace di far fronte ai difficili tempi che viviamo. Ma tutto comincia dall’individuo, dalla sua preparazione, dalla sua competenza di manager o di medico, di sindaco o di Prefetto . La salute deve essere “costruita “ in ambito sociale con la partecipazione di più interlocutori. Per non avere carenza di operatori sanitari, ad esempio, è necessario che il Governo centrale decida di sbloccare i concorsi (è dal 2002 che non si possono fare), che il sindacato favorisca una razionale distribuzione del personale, che ci sia un taglio netto degli sprechi (dalla prescrizione di medicine superflue ai ricoveri inappropriati). Per non avere le strade sommerse dai rifiuti è necessario realizzare la raccolta differenziata e la “provincializzazione” degli impianti, avere una discarica che, convenendo tutti sulle misure di tutela ambientale, possa essere prevalentemente al servizio della Locride. Se il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiede alla Procura della Repubblica di Roma di “indicargli” il suo Direttore Generale, tutto ciò rappresenta il fallimento della politica (al di là del rischio che quel funzionario si riveli anch’egli permeabile alla corruzione). Non per niente, la veglia con il Vescovo Oliva davanti al disastrato Ospedale di Locri è un altro richiamo a chi viene designato per governare la Sanità, cioè alla libera influenza che compete alla politica migliore. Adesso, specialmente dopo l’enorme scandalo di Mafia Capitale, saranno visti diversamente i perimetri entro cui si gestiscono i problemi, dagli immigrati ai servizi sociali. Per seguire questi percorsi servono nelle istituzioni persone capaci, che si meritano la fiducia della gente che, come è noto, ha bisogno di anni per essere conquistata e di un attimo per venire meno.

Franco Crinò

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