Processo Happy Hours, crollano le accuse: 6 anni di carcere anziché 120

Mar, 12/05/2015 - 10:44

Era partita nel 2008 la lunga e minuziosa indagine che avrebbe fatto scattare nel 2012 l’operazione “Happy Hours”. Dopo aver arrestato a Messina il sidernese Giovanni Scarfò, che portava con sé oltre 4 chili di marijuana, le forze dell’ordine avevano preparato un’imponente rete di intercettazioni che aveva condotto alla scoperta di un crocevia di droga celato dietro la rispettabile facciata di una ditta per la lavorazione dell’alluminio sita a Marina di Gioiosa Jonica. Parsi evidenti i legami con la criminalità organizzata, erano quasi 120 gli anni richiesti per gli arrestati Marco Caliò, Pasquale Carbone, Giuseppe De Velli, Costantino Lionetti, Antonio Scurci, Giuseppe Scurci, Francesco Antonio Sgambelluri e Rocco Trimboli, eppure l’impianto accusatorio non ha retto. A conti fatti, il giudice Amalia Monteleone ha inflitto solo 6 degli anni di carcere richiesti, dei quali 4 a Giuseppe Scurci (per il quale ne erano stati richiesti 27) e 2 a Francesco Antonio Sgambelluri (che avrebbe dovuto scontarne 15), mentre del tutto assolti sono stati gli altri.
Fonte: cronache del Garantista Calabria

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