A proposito di “liste civetta”

Ven, 25/10/2013 - 12:12

Oggi è molto facile per una famiglia allargata pianificare e costituire una sorta di squadra di calcio, furbescamente distribuita in due liste, di cui una civetta, dove  ognuno ha un ruolo ben preciso. Chi sta in difesa a tutela dei propri interessi, chi all’attacco dell’avversario, che per prova  è  d’ostacolo, chi lo tallona per impedirgli di toccare “ la palla”, chi lo sgambetta per farlo stramazzare a terra. Tutti i membri della famiglia trovano spazio nelle liste civette ed in quello che ne consegue: madri, cognati, nipoti, figli, zii, suoceri, nuore e, finanche, consuoceri.

Uno per tutti e tutti per uno! Che bella  democrazia!

Un vero e proprio “potiri rerum”: sì, un semplice impadronirsi del potere!

Chi potrebbe competere civilmente, attraverso una vera lista, viene tenuto sotto controllo e  “fermato” per tempo, con metodi incontrovertibili ed efficaci. E’ così che sono stata “fermata” dal 2004 in poi, dalla mia ultima caduta da Sindaco. Parlo per esperienza diretta nel paese in cui vivo, in cui sono nata e cresciuta, Bruzzano Zeffirio.

Evidentemente, questi retroscena delle liste civette non sono stati calcolati dai componenti del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione  Siciliana, che ha prodotto la sentenza n° 298/2011. Io sono dalla parte degli elettori di Ribera che hanno proposto il ricorso. La lista civetta? La foglia di fico dietro cui nascondere la propria vergogna!

Alcuni Comuni, per come sono  stati acconciati dall’uso incontrollato delle liste civette da parte di navigati politici, possono essere inseriti nell’asse ereditario del patrimonio della loro famiglia. Questa è la civiltà nuova, questo il nuovo umanesimo del ventunesimo secolo! Se questa è libertà, se questa è politica, Evviva la Democrazia!  

 

 

Autore: 
Rosa Marrapodi
Rubrica: 

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