Quando è l’uomo a segnare il tempo: arrivederci Enzino

Sab, 18/10/2014 - 11:43

Non lo spazio fa l'uomo, esso è statico!
È il tempo!
Niente segna l'uomo più del tempo, e niente lascia l'uomo se non il suo tempo!
Ma, quand'è l'uomo a segnare il suo tempo, allora ha sconfitto l'oblio!
Naturalmente è il tempo l'unico fattore durante il corso del quale l'uomo agisce con atti e azioni in rapporto con la società, nel divenire quotidiano.
L'uomo, quindi, vive “facendo” e muore “lasciando”.
Ed ecco la domanda: il Dott. Enzino Romeo, durante la sua vita, cosa ha fatto?
Ha fatto l'uomo.
Nel “privato” che lui considerava sacro è stato marito affettuoso e rispettoso, esemplare. Come padre poi, bisogna emularlo!
Ma quello che spicca di più è il personaggio pubblico dove è stato “professionista-maestro”.
Soprattutto è stato un uomo completo, pregno delle virtù che un vero uomo dovrebbe avere.
Coltivava il culto dell'amicizia sinonimo di comprensione e solidarietà. E non mancava di una forte dose di bontà che in tante circostanze è dettata dall'equilibrio della ragione.
Enzino queste virtù le aveva tutte e se ne serviva elargendole a piene mani dal podio di un'immensa umana, cristiana cultura: la cultura della vita!
Oggi, interrompendo il suo viaggio terreno, peraltro disseminato di tanti sacrifici e duro lavoro (ricordo una vigilia di Natale di tanti anni fa allorquando, giunta la mezzanotte e le campane di Portosalvo suonavano a festa, egli ancora si attardava in ufficio nel tentativo di far quadrare i conti sulla tabella degli emolumenti dei 120 docenti allora in organico e così essere pronto per mattina di giorno 27), oggi - dicevo - cosa ci lascia? Ci lascia un patrimonio morale, inestimabile! Ma anche il doveroso compito per noi di raccontare di lui a chi resta nella rassegnata certezza che un giorno per tutti suonerà la campana. Ci lascia il senso del dovere che ha sempre profuso nella missione di funzionario di uno Stato che per molti versi non c'è come neanche in passato. Che era ed è assente, latitante se ancora basta una sola alluvioni per mettere in ginocchi molti cittadini!
La costante responsabilità del lavoro quotidiano, la dignità divenuta proverbiale fanno, appunto, di Enzino Romeo un uomo da raccontare e da additare a futura memoria.
Da raccontare nelle mansioni di economo presso il “Marconi”, l'Istituto Tecnico Commerciale di Siderno che grazie anche alla sua opera, la storia lo consacra glorioso per i tanti ragazzi costì diplomatisi ed oggi occupati in posti di comando nel campo del lavoro, dell'economia e dell'insegnamento.
Dicevo, uomo da raccontare, anche nelle mansioni di Capo dell'Ufficio di Ragioneria, diretta dal Prof. Amaduzzi, e che rimangono punto di riferimento per la compilazione dei Bilanci nella Pubblica Amministrazione.
Inoltre ci lascia le relazioni, i consigli, le lezioni che faceva - tante volte al telefono - (vero antesignano dell'insegnamento a distanza) agli omologhi colleghi sparsi per tutta Italia (il suo nome aveva da tempo valicato i confini regionali!)
Ci lascia infine, la dignità, l'orgoglio, la cultura dell'uomo che volava alto, al di sopra delle dicotomie e delle bassezze dei mediocri le cui azioni hanno segnato negativamente questa Città.
Incline, purtroppo, a consacrare  e dissacrare al contempo.
Condoglianze alla famiglia, agli amici, a quanti lo hanno conosciuto e amato.
E condoglianze a questa “vilipesa” Siderno che oggi perde uno dei suoi figli migliori.
 

Autore: 
Cosimo Figliomeni
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