Quando la spazzatura vale milioni...

Lun, 09/11/2015 - 12:08

L’Unione Europea per far sì che gli Stati membri agiscano in maniera conforme alle direttive comunitarie alle quali sono vincolati, come procedura d'infrazione per gli Stati inadempienti è solita ricorrere a multe salate, destinate a rimanere in memoria delle casse statali e regionali pro tempore. Ne sa qualcosa la regione Calabria, già multata di 80 milioni per sviste varie ed eventuali, nonché per il fatto di non aver impiegato a dovere e nelle tempistiche previste i finanziamenti elargiti. Sarà per questo che stavolta, per quanto riguarda il ciclo di rifiuti, già ampiamente discusso ma sulla cui tematica sul piano sostanziale si era deciso ben poco, l'Assessore all'ambiente Antonella Rizzo e il presidente della Regione Oliverio hanno previsto un piano d'azione da applicare nel periodo 2014-2020 che vede l'impiego di 220 milioni stanziati alla Calabria e che verranno impiegati per far fronte a questa emergenza e far uscire la nostra regione da una situazione di degrado e allarmante sotto questo punto di vista. Il piano consta di tre passaggi fondamentali che dovrebbero portare l'esito, fra l'altro, per i cittadini, di non pagare la tassa sui rifiuti, dato il minore conferimento in discarica. Qual è il problema? Si è affermato in conferenza stampa che, dopo la messa in sicurezza di tutti gli impianti esistenti, a partire da quello anaerobico, il terzo ed ultimo passaggio del progetto prevede di operare direttamente sugli impianti, sfruttando le materie prime a disposizione per conventirle in energia. Tuttavia le gare non sono ancora partite e, come affermato dall'assessore in conferenza stampa, dopo aver attuato un piano d'emergenza in estate, aver inviato i rifiuti in altre regioni per lo smaltimento, c'è il rischio che tutto ciò non sia abbastanza se non si avranno impianti per il compostaggio, anche "stiamo già guardando a quali possano essere questi impianti di prossimità che consentiranno anche l’utilizzo delle materie prime che diventeranno energia". Gli ostacoli, quindi, come sempre, non mancheranno ( come ad esempio il rischio di sforare il budget di 30 milioni ) in concorrenza ai buoni propositi del piano già approvato in consiglio, tuttavia si evince una lungimiranza tutta nuova secondo quanto affermato, un tentativo di previsione dei rischi e l'auspicio, fra poco più di due anni, con l'inserimento e la messa in funzione di tre impianti al nord, al centro e al sud della Calabria, di arrivare a quei limiti di differenziata che impone l'UE entro il 2018. Non resta che ben sperare che tale piano d'azione vada nel modo in cui gli addetti ai lavori ma, soprattutto, i cittadini si aspettano con tutti i benefici, indubbiamente, ne potrebbero derivare.

Autore: 
Lidia Caterina Brancia
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