Quanto e cosa si legge nella Locride?

Dom, 14/07/2019 - 16:40

Estate. Periodo di relax e divertimento. Molta più luce, più euforia e più entusiasmo. Molto meno malinconia, irritabilità e depressione. Molta più libertà. Per moltissimi, estate è sinonimo di buon umore, gran voglia di fare, possesso di forza fisica e mentale. Condizioni che avvantaggiano la qualità della vita e lo star meglio, perciò anche incitamento e voglia a prendere un buon libro e leggere. Forse non solo uno ma anche, per chi non è abituato a leggere, più di uno. Nel nostro Paese la massima ricorrente è: italiani, popolo di poeti ma anche popolo che legge poco. Forse. In questi ultimi anni i dati dicono che c’è una lieve ripresa e che si inizia a leggere di più.
I dati ISTAT di dicembre 2018 non sono eccellenti ma incoraggianti.
“Nel 2017, sono il 41,0% le persone di sei anni e più che hanno letto almeno un libro per motivi non professionali (circa 23 milioni e mezzo). La popolazione femminile mostra una maggiore inclinazione alla lettura già a partire dai sei anni: complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 34,5% degli uomini, ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. La quota più alta di lettori si riscontra tra i ragazzi di 11-14 anni. Il 12,7% è un lettore “forte”, ossia legge almeno un libro al mese. Tra i lettori "forti" - confermano i dati ISTAT - anche le persone da 55 anni in su, che mostrano le percentuali maggiori: 16,5% tra i 55 e i 64 anni e 17,4% tra gli over65. Persistono ampi divari territoriali: legge meno di una persona su tre nelle regioni del Sud (28,3%), quasi una su due in quelle del Nord-est (49,0%). L’abitudine alla lettura si acquisisce in famiglia. Tra i ragazzi di 11-14 anni legge l’80% di chi ha madre e padre lettori e solo il 39,8% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori. La lettura e il download di libri online e e-book sono attività diffuse soprattutto tra i giovani; in particolare, si dichiarano fruitori di questo tipo di prodotti e servizi più di un ragazzo su 5 tra 15 e 24 anni”. (https://www.istat.it/it/archivio/178337)

Cifre che dicono chiaramente che è la popolazione del Sud che legge poco. Meno della popolazione del centro e del nord, che però rispetto agli altri paesi europei non è messa per niente bene. L’Italia viene dopo i Paesi Bassi con una percentuale poco superiore all’8%. A risultare i più accaniti lettori sono stati i finlandesi, con il 16,8% che hanno indicato i libri come maggiore passatempo. Poi i polacchi con il 16,4% e gli estoni con il 15%. Agli ultimi posti francesi, rumeni, austriaci. In particolare solo il 2,6% dei francesi ritiene la lettura l’attività principale. Invece a dedicare il maggior tempo alla lettura sono gli estoni con circa 13 minuti di lettura al giorno, 12 i minuti dedicati in Finlandia e Polonia, 10 in Ungheria. Invece il francese medio si occupa solo per 2 minuti di libri, poco meno degli italiani, 5 minuti, in questo in compagnia di austriaci e rumeni. Certo, si tratta di una media non esaustiva e totalmente realistica. È chiaro che vi è una maggioranza che non dedica neanche un secondo alla lettura, e fa media insieme a quelli che magari passano un’ora al giorno in tale attività. È una questione storica.  

E nella Locride? Quanto si legge? Cosa si legge? Quali sono le fasce di età che leggono di più? Quali sono i generi letterari che vanno per la maggiore?
“La lettura, nella Locride, rispecchia il dato nazionale, anche se – afferma Cosimo Pellegrino presidente di ALB Associazione Amici del Libro e della Biblioteca di Siderno – le Associazioni e i Circoli che promuovono la lettura, su questo territorio non mancano. Premettendo che leggere non è mai abbastanza, la lettura è legata al ceto sociale in senso lato a cui l'individuo appartiene. Noi come associazione non abbiamo uno standard di letture tipo a cui rispondiamo, spesso i libri che presentiamo sono scritti che trattano argomenti storico/sociale. Non mancano i romanzi o opere di carattere tecnico con contenuti riguardanti il territorio. Indubbiamente - continua il presidente di ALB - la fascia compresa fra i 13 e i 18 anni è quella che legge di più. E a questa età i libri che vanno per la maggiore sono quelli che riguardano la sfera dei sentimenti, e delle relazioni sociali. Man mano che però si avanza con gli anni le letture tendono a focalizzare tematiche legate al proprio mondo professionale e i classici cominciano a trovare sempre più spazio. Quando poi si va in quiescenza, le tematiche legate al mondo professionale fanno posto a quelle di ordine sociale. E comunque, le letture che in nessuna fascia di età mancano sono quelle legate a Facebook. Queste dilagano e insieme alle notizie spazzatura riempiono gli spazi lasciati vuoti durante il giorno. Leggere – conclude Cosimo Pellegrino - significa vivere più vite in una. Ma nel nostro contesto sociale della Locride, almeno la metà degli abitanti si trascina nella propria esistenza ma non vive”.
Leggere poco significa anche una produzione libraria modesta, un’economia che soffre. Librerie che abbassano le saracinesche e dichiarano fallimento o la chiusura definitiva. Le piccole case editrici scompaiono. 

Dei 1.459 editori attivi nel 2017, quasi l’85% pubblica non più di 50 titoli all’anno. Oltre la metà (54%) sono “piccoli” editori, con un massimo di 10 opere in un anno, e il 31% sono “medi” editori, che producono da 11 a 50 opere in un anno. I “grandi” editori, con oltre 50 opere all’anno, rappresentano il 15,1% degli operatori attivi nel settore. Pubblicano più dell’80% dei titoli sul mercato e circa il 90% delle copie stampate. Oltre la metà degli editori attivi ha sede nel Nord del Paese; la città di Milano da sola ospita più di un quarto dei grandi marchi. Nel 2017 si rileva un netto segnale di ripresa della produzione editoriale: rispetto all’anno precedente i titoli pubblicati aumentano del 9,3% e le copie stampate del 14,5%. La ripresa, tuttavia, sembra aver interessato esclusivamente i grandi marchi (+12,6 per i titoli e +19,2% per le tirature) mentre per i piccoli e ancor più per i medi editori si sono riscontrate enormi flessioni. L’editoria per ragazzi è in forte crescita rispetto al 2016: +29,2% le opere e +31,2% le tirature, ma è l’editoria educativo-scolastica a incrementare di più la produzione, raddoppiando sia i titoli sia il numero di copie stampate. Le librerie indipendenti e gli store online sono considerati dagli editori i canali di distribuzione su cui puntare per espandere domanda e pubblico dei lettori. Continua a crescere il mercato digitale: circa 27 mila titoli (oltre il 38% dei libri pubblicati nel 2017) sono disponibili anche in formato e-book; la quota supera il 70% per i libri scolastici. Nell’opinione degli editori, i principali fattori che determinano la modesta propensione alla lettura nel nostro Paese sono il basso livello culturale della popolazione (42,6% delle risposte) e la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura.

Franco Pancallo, storico editore della Locride soffre in silenzio per una società che considera la cultura, e perciò la lettura, mero strumento di perdita di tempo. È l’unico editore nella Locride che ancora con grosse difficoltà resiste ad una crisi che non ha confini. Uno dei pochi in Italia che riporta alla luce testi devastati dal tempo, ricostruendoli pagina per pagina, rigo per rigo, lettera per lettera.
“Dati statistici alla mano, è lampante la lenta, ma inesorabile disaffezione dell’italiano, soprattutto al Sud, verso la lettura, e quindi verso la cultura, un tempo asse portante della crescita civile, economica e morale di ogni società formata da cives e non da subiecti. Questo fenomeno ha interessato soprattutto la borghesia, cioè la classe sociale che più di ogni altra promuoveva e divulgava il sapere. Si legge di meno perché è più gratificante la conquista di beni materiali, da esibire, - afferma Franco Pancallo - come status symbol, piuttosto che di beni immateriali meno appariscenti, quali il sapere. A rendere meno drammatico lo stato comatoso del nostro mondo culturale ci sono, però, i giovani. Sì, proprio quei giovani, additati troppo spesso come cittadini abulici e superficiali, che io vedo, soprattutto nella Locride, desiderosi di conoscere il proprio passato. La storiografia per molti di loro rappresenta la possibilità di ripercorrere le tappe della storia per avere consapevolezza del proprio vissuto e delle proprie origini, di avere una identità e potersi ricongiungere idealmente a coloro che ci hanno preceduto. È importante, dunque, per loro studiare con interesse e conservare ambienti naturali, modi di vivere, attività intellettuali e testimonianze del passato, artistiche, archeologiche, architettoniche, per ritrovarsi, camminando a ritroso ma rivolti al futuro, ancorati a un unico ceppo. In Calabria le vie da percorre sono le tante porte rimaste socchiuse che basterà spalancare per addentrarsi nei meandri di un passato ricco di cultura, spiritualità, civiltà; per dare un senso a ciò che è stato, riconoscendo il lavoro, la creatività, le gioie e le sofferenze di intere generazioni che hanno vissuto in questa terra prima di noi. Un’infinità di segni da scoprire e da interpretare per conoscere, proprio scrutando fra le tracce del tempo, - conclude l’editore locrese - il segreto e la magia di una terra dalle radici nobili e antiche”.
Il termometro della realtà sul tema “leggere”, e in senso più ampio dello spessore culturale presente nella Locride ce l’hanno i librai. Antonio Strangio e la sorella Roberta sono i titolari della Mondadori Bookstore di Siderno al Centro commerciale La Gru. 
"Mi piace pensare che non sia solo la nostra libreria a essere in controtendenza, ma negli anni abbiamo imparato che questi dati sono sempre da prendere con le pinze. Se è vero che gli adulti leggono sempre meno, è altrettanto vero che si comincia a leggere o ad avere coscienza di cosa sia un libro sempre più giovani: gli stessi genitori che leggono poco o, in alcuni casi, affatto, sono al contempo particolarmente attenti alle esigenze letterarie dei figli. Questo crea un oceano di giovani lettori che si ritrova a sperimentare – affermano Antonio e Roberta Strangio - nei generi e nei linguaggi, avendo un effetto brillante sul mercato, sulle nuove proposte editoriali. Sicuramente si tratta di un mercato più frazionato, con tantissime microcorrenti (spesso create da autori che nascono sul web per poi finire in libreria) che si muovono come schegge impazzite ma che hanno dato un senso di freschezza e di novità al settore. Si legge poco, in generale? Sicuramente sì, ma le cose – concludono – stanno decisamente cambiando."
Il tema della lettura è pane quotidiano anche per Antonella Gozzi, fondatrice di MAG – La ladra di libri, libreria indipendente a Siderno. “Sia al sud in generale, sia nella Locride, si legge poco e, comunque, molto meno che nel resto delle regioni d’Italia. I ragazzi leggono per lo più saghe fantasy o horror. Gli adulti narrativa nazionale e internazionale e saggistica legata al territorio locrideo. Le fasce di età che leggono di più – afferma Antonella Gozzi - sono per lo più rappresentate da adulti, senza una prevalenza di genere. I ragazzi che leggono sono stimolati a farlo da qualche insegnante che tiene in particolar modo alla lettura, spaziando fra i classici e i libri con temi a sfondo sociale. I generi letterari sono scelti in modo diverso – conclude – a seconda delle fasce di età: fantasy, gialli e horror per i ragazzi; narrativa nazionale e internazionale, saggistica legata al territorio”.

 

Autore: 
Pasquale Muià
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