Quattro passi tra le nuvole… L’eternità

Dom, 13/12/2015 - 09:18

L’altro giorno, mentre assistevo alla celebrazione di una messa funebre, rimasi colpito da alcune parole del rito, pronunciate dal celebrante: “Un giorno saremo tutti insieme.” L’eternità non ha inizio né fine… non siamo sin da vivi tutti insieme? Però nella dimensione di viventi non possiamo vedere i defunti, mentre loro, i trapassati, sono sempre con noi, anche se non possono comunicare…

Premessa: Non si vuole scoprire l’acqua calda, né si voglio approfondire cognizioni di fisica o di matematica, per far questo ci sono le pubblicazioni di grandi scienziati. Una paginetta per chiarire dei dubbi che, forse, sorgono spesso in ognuno di noi.

La parola eternità si sente sovente, specialmente nella liturgia religiosa, ma di questa parola non si pondera mai il vero significato. Si ripete spesso pappagallescamente e, anche nelle omelie, i parroci non si soffermano a dare una spiegazione almeno per sommi capi. La parola eternità significa semplicemente sempre? Quante volte diciamo per sempre, ma il nostro sempre è riferito alla vita di esseri umani, che dura un certo numero di anni, dove l’anno costituisce un periodo definito e limitato di tempo! L’eternità è senza limiti temporali, non ha né inizio né fine! È difficile entrare nell’ordine di idee utile a comprendere l’eternità. Sin dalla nascita siamo abituati a pronunciare o ascoltare parole come: poi, fra un poco, domani, appena sarò libero, appena sorge il sole, all’alba e così via. Per non parlare degli appuntamenti, delle scadenze, della fine dei lavori ecc. È un continuo indottrinamento sulle date, sulle promesse per il futuro, sui ricordi degli anni passati. È molto difficile tout court entrare in un altro modo di pensare. Una forma mentis completamente diversa! Abbandonare la nostra visione della realtà per entrare nel futuro. Futuro: per noi questa parola ha un significato sconosciuto. Trovarsi dove tutto è niente e niente è tutto, dove il passato e il futuro si confondono con il presente, Qui si conferma l’assioma spazio temporale, vedere dove io sono e contemporaneamente luoghi lontani. Si nota l’avvenimento accaduto come se non fosse mai accaduto o come se stesse avvenendo! Non è possibile usare questi tempi verbali. È difficile parlare senza poter usare tempi passatoi o futuri dei verbi, ma è così. Solo avvicinarsi alla descrizione dell’eternità è arduo, se non vana elucubrazione! Gesù è l’esempio per eccellenza: bisogna meditare profondamente su quanto EGLI ha detto durante la sua vita umana. Uomo vivente contemporaneamente sulla Terra e nell’eternità. Molte volte ha descritto avvenimenti del futuro e li vedeva, avvenimenti che erano fuori dal tempo! Si parla di un altro elemento: il tempo. Il cambiamento, la modificazione della realtà nella quale viviamo, ci dà la percezione del tempo. Tutti i profeti hanno avuto il dono di poter dare uno sguardo da una finestra aperta sull’eternità e di scorgere ciò che sarebbe accaduto, nel tempo futuro, sulla terra. Non esistendo futuro le parole quando, quanto dove ecc. non hanno significato. Il cervello umano non ragiona più, tutto gira vorticosamente, i fenomeni macro e micro, nascita e fine del mondo sono davanti a a noi, appare anche la nuova Gerusalemme. Non esistendo il passato, l’altro elemento di conseguenza è lo spazio. Naturalmente, con il movimento alla velocità della luce, tutto può sovrapporsi. Essendo l’intero universo in movimento evolutivo, può essere considerato il vero fondamento della definizione di tempo. Se non ci fosse il movimento vario dell’universo, anche il tempo scomparirebbe. Ma la concezione del tempo cronologico è relativa, perché il tempo non scorre nella stessa maniera in tutti i luoghi. Questo è logico perché tutto il nostro tempo è basato sul pianeta Terra e sui suoi movimenti per fissare con la sua rotazione i giorni, le notti, le ore, e con il suo giro intorno al Sole (rivoluzione) le quattro stagioni. È troppo lungo immettersi nella spiegazione ma, per esempio, se potessimo stare molto più vicini al Sole, il tempo scorrerebbe molto più lentamente perché esso dipenderebbe dalla massa del corpo Sole, che è molto più grande di quella della Terra. Nell’eternità, non esistendo il futuro, si deduce che non esiste la nostra vita terrena. Gesù lo annuncia quando afferma che per ognuno di noi c’è il posto assegnato (parlando, qui sulla terra, usa il futuro, ma esiste il futuro nell’eternità? E noi occupiamo già il posto?)! Tutto è relativo, ed ecco la relatività (passiamo ora a definire in modo semplice la relatività: mettiamo il caso di trovarci su Giove, pianeta che ha una massa - s’intende per massa la quantità di materia di un corpo - superiore a quella della Terra. Anche il tempo scorrerà più lentamente, mentre sulla Luna, con massa inferiore a quella terrestre, il tempo andrà più velocemente, quindi si deduce che lo scorrere del tempo dipende dalla massa del pianeta dove si trova l’orologio. La massa determina la gravità, questa influisce sullo scorrere del tempo. La famosa formula di Einstein E=mc2, dove E = energia, M = massa, C = velocità della luce, dimostra che l’energia che si ricaverebbe da una certa quantità di materia, se ci fossero i mezzi per applicarla, sarebbe moltissima e che quantità minime di materia darebbero enormi quantità di energia!). Sembra che appaia adesso, ma è stata presente nel ragionamento, perché abbiamo parlato di spazio e di tempo che non sono valori assoluti. Tuttavia, nella realtà, lo svolgimento spazio temporale è unitario e irreversibile. A tale proposito si ricorda un assioma di Einstein che racconta di due gemelli. Uno parte per un viaggio con razzo alla velocità della luce o giù di lì. Al ritorno, il viaggiatore è rimasto sempre giovane, pur avendo percorso grandi distanze, ma trova il fratello sulla Terra molto invecchiato! Perché sulla Terra, per percorrere quelle grandi distanze normalmente, occorrerebbero anni, MENTRE A VELOCITÀ SUPERIORI A QUELLE DELLA LUCE IL TEMPO SI ANNULLA (per i viaggiatori)! Ecco che l’affermazione di Sua Santità Giovanni Paolo II, “I viaggi fanno rimanere le persone giovani!” ha fondamento. L’eternità è intorno a tutti, viventi e non, la materia, consumandosi, partorirà quell’io illimitato. Poi… poi valgono, per tutti (ricordiamo che Einstein era credente) le promesse di GESÙ.

Autore: 
B.G.
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