Quell’età

Lun, 12/10/2020 - 16:00

Per chi ha una certa età, un’età ultra, e ancora ha vivo il ricordo della sua lontana gioventù, vedere e ascoltare avvenimenti da film di horror (giovane massacrato in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti, e prete sgozzato come un agnello), che oggi ormai non si danno più è veramente impensabile, specialmente quando viene data la libertà ai giovani di ascoltare e vedere! Ogni tanto torna il pensiero alla Grecia, è come far tornare la memoria alla propria madre, perché la Grecia è la madre di tutti noi magnogreci. Bisogna aver girato in lungo in largo il territorio greco, bisogna aver parlato con gente del popolo greco di ogni categoria per capire l'animo dei greci. Non un viaggetto turistico di qualche giorno, magari nelle isole d'incanto e negli alberghi dorati a disposizione dei più abbienti! Torniamo alla Grecia del popolo, alla Grecia affettuosa, quella di “italiano, greco, una faccia una razza”! Non è facile scrivere degli usi e costumi di un popolo di cui noi, particolarmente al sud Italia, siamo eredi, specialmente quando il padrone del giornale ti concede pochissimo spazio, elargendo titoloni e tutto il resto a chi disserta sui cenni del capo delle persone! Qualcuno ha mai sentito dire “issa” all'epoca in cui ancora nelle nostre contrade l'asino imperava? “Issa” era lo sprone ad andare avanti; Contemporaneamente si faceva un movimento con il capo alzando la testa! Quanta gioia e meraviglia quando scopri che nel greco parlato oggi la parola “issa” significa “avanti”! Naturalmente, per capire la nostra grecità è necessario visitare e parlare, vivere, per quanto possibile, con il popolo! Solo così, camminando per le vie di Salonicco, seconda città greca dopo Atene, guardando in un negozio, scopri che tutti gli arnesi dei commercianti di olio di oliva erano usati fino a poco tempo fa nei nostri oleifici! Il “micanno”, il “cinque litri” ecc. Girando in auto per le strade, non autostrade, l'ulivo e l'albero più diffuso, con il mandorlo e gli agrumi! E, ancora, quando in un museo si vede un vaso, sulla pancia del quale è incisa tutta la storia della raccolta delle olive, le donne abbassate per la raccolta della “drupa”, il “perticaro” che con una lunga pertica ramazza dall'albero i frutti (anfora di Vulci, quinto secolo a.C.) ci si accorge che questo si faceva tal quale, fino a poco tempo fa, da noi! Oggi non più. È necessario distinguere due momenti della vita attuale, in Grecia come in Italia, prima e dopo l'Euro! Un momento in cui l'economia era fondata sui costi del lavoro molto differenti è giunto dalla sera alla mattina a un cambiamento epocale che, trasformando i costi sia della Lira, sia della Dracma, in Euro, porta al fallimento di moltissime piccole imprese e mette in ginocchio l'economia delle due nazioni! Ci sarebbe da scrivere tanto, ma questo è un altro discorso, di politica economica. È bello concludere queste poche righe, per ubbidire al padron, ricordando un episodio: mi trovavo nella via Foconios Negri di Atene e consumavo, seduto in trattoria, un'insalata coriatica (da “chorió”: “villaggio”) mancava qualcosa: un odore. Il cameriere mi capì ed esclamò: «Telete vasilicò?» Non basilico, come si dice in italiano, ma “vasilicò” come diciamo in dialetto calabrese!

Autore: 
L’albatros
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