Quella Direttiva che impone il risarcimento

Dom, 02/08/2020 - 12:00

I fratelli Francesco e Marco Pergola sono due delle sei vittime uccise alle prime luce del 15 agosto del 2007 davanti al ristorante “Da Bruno” nella città di Duisburg, in Germania.
Insieme ai fratelli Pergola, i cui familiari vivono a Siderno, sono morti Tommaso Venturi, Francesco Giorgi, Marco Marmo e Sebastiano Strangio.
La strage “di Duibsurg”, o “di Ferragosto”, viene inquadrata dagli investigatori nella ripresa della “Faida di San Luca”, che vede contrapporsi dal 1991 le consorterie dei “Pelle-Vottari” e dei “Nirta-Strangio”.
L’eccidio rimbalza in poche ore in tutto il mondo. Le immagini sgranate di quella triste notte, con la polizia tedesca sulla scena del crimine, sono rimaste impresse. Così come hanno lasciato un segno i fiori vicino al luogo della strage e la domanda “Perché?”, per quale motivo si è giunti a compiere un gesto così eclatante e di una crudeltà incredibile che ha scosso le coscienze. La Germania e l’Italia si sono svegliati insieme davanti a sei giovani cadaveri.
I processi per quella strage si sono svolti interamente in Italia. I giudici hanno ascoltato testimoni italiani e tedeschi, per quello che è stato uno dei maggiori processi di livello internazionale che si siano tenuti davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Locri.
Nei giorni scorsi è emerso che ai familiari dei fratelli Pergola è stato negato il riconoscimento quali vittime di mafia, perché sono stati uccisi all’estero. Una vicenda che ha trovato ampia eco a livello giornalistico e ha destato indignazione nell’opinione pubblica.
La famiglia Pergola-Carlino ha dato mandato all’avvocato Gerardina Riolo di promuovere un’azione civile chiedendo, in particolare, di accertare e dichiarare la sussistenza delle condizioni di cui alla legge 20 ottobre 1990, nº 302 (Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata). Nell’atto si richiama una Direttiva Europea del 2004 recepita nello stesso anno dall’Italia con una legge che, all’articolo 15, stabilisce che “i benefici di cui alla presente legge si applicano anche agli eventi verificatisi all’estero a decorrere dal primo gennaio 1961, dei quali sono stati vittime cittadini italiani residenti in Italia al momento dell’evento”.

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