Questa terra è la nostra!

Lun, 28/11/2016 - 12:59

Vorrei con questa affermazione racchiudere il senso della battaglia che il Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi sta conducendo nel Comune di Siderno a difesa dell'ambiente, della salute e della vita dei residenti, conscio che questa problematica è un problema che coinvolge tutta la Locride e l'intera regione.
Questa frase è più significativa in un territorio suddiviso in zone  controllate dai vari clan presenti in ogni provincia e che anche in modo scoperto "silenziano" le coscienze dei cittadini, ormai assuefatti da tanti anni a dover subire questo clima di sopraffazione.
Sono uno degli aderenti al Comitato e partendo dalle problematiche sidernesi ci siamo sempre di più resi conto che dovremmo chiamarci Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini, in quanto la stessa problematica coinvolge la Locride e la Calabria, ma per fortuna nella nostra regione ci sono tante altre associazioni che su queste questioni stanno lavorando e quindi non siamo gli unici.
Questo sta a dimostrare che malgrado quello che si dice sui Calabresi non sempre è vero, ci sono cittadini e cittadini, ci sono quelli che sono costretti a subire e quelli che lottano per affermare che questa terra è di tutti e che occorre conservarla per noi e le generazioni future.
Una regione che può essere l'Eldorado che si cercava ma che tanti hanno martoriata, ferita e offesa.
Mi riferisco alla scoperta non dei tesori, ma dei veleni presenti nei due mari, nelle colline e anche nei terreni che infestano le acque e rendono quei mari e quelle terre bisognose di cure e di tanti soldi per la bonifica.
Terre e mari venduti al miglior offerente, le grandi aziende del Nord che con il tacito accordo di chi doveva controllare questi traffici illegali, hanno smaltito per tanti anni i veleni prodotti a prezzo scontato.
Africo, e non è il solo comune, è l'emblema di questo disastro, si muore e si aspetta che gli altri ti risolvano i tuoi problemi, quando la risposta devi cercartela tu, tra la tua gente, forse anche tra i tuoi parenti che hanno accolto a braccia aperte le schifezze che gli altri dovevano sbolognare a basso prezzo, piuttosto che affidarle alle aziende addette allo smaltimento delle sostanze tossiche.
Si sa che i Calabresi hanno questa qualità di accogliere tutti a braccia aperte e aprire le proprie case a chi arriva, dall'antichità; questa non è accoglienza ma essere mercenari a disposizione dei "padroni" del Nord e non c'è nessuna giustificazione o alibi per potere essere assolti.
Chi ha permesso ciò è un figlio degenere di questa terra, non ha diritto di reclamare la sua appartenenza a questa regione. Appartiene a un altro mondo, quello del malaffare, dei soldi, dell'economia dello scarto, dei rifiuti, della distruzione.
In questo contesto si inserisce la questione ambientale di Siderno, punto iniziale da cui sono partito e con cui intendo chiudere queste riflessioni, parte essenziale e sul quale come Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi lavoriamo da aprile in modo serrato e continuo.
Partendo dalla problematica SIKA, abbiamo scoperto, grazie alla preoccupazione del Sindaco Fuda che la ex-BP era un mostro dormiente, una bomba ecologica "nascosta" al pubblico, ma nei soliti armadi della vergogna, come si usa dire.
Ci siamo rapportati in primo luogo con l'Amministrazione Comunale e con il Sindaco Pietro Fuda, con i cittadini e con tutti i gruppi consiliari, in quanto unico interesse nostro è quello di liberare Siderno dal rischio chimico, non abbiamo altri interessi e vorremmo che come stabilito dalla Consiglio Comunale del 10 ottobre venisse, al più presto possibile, inserito nello Statuto del Comune che Siderno non accetta più nel suo territorio fabbriche chimiche.
Questo passo a noi sembra il più semplice e per questo chiediamo che venga deliberato entro questo anno.
Dopo il Consiglio  Comunale, né noi, né il Sindaco siamo stati fermi e abbiamo continuato a interloquire e discutere come andare avanti.
Nel frattempo, come richiesto in Consiglio Comunale, la consigliera del PD Maria Teresa Fragomeni si è attivata per chiedere incontro sia con il Presidente della Regione Mario Oliverio, sia con il Dipartimento Ambiente della Regione.
Vi è stato un primo incontro poche settimane fa tra il Sindaco e Oliverio a Reggio Calabria, il quale si sta attivando per chiedere i soldi a Roma e un piccolo incontro in questi giorni, anche con noi del Comitato a Difesa della Salute.
Siamo ancora in attesa della risposta del Dipartimento Ambiente della Regione.
Per quanto riguarda la ex-BP, è stata inviata dal Comune tutta la documentazione agli enti interessati alla vicenda e in questo senso vogliamo informare su quali sono le questioni fondamentali che dobbiamo affrontare in questi incontri.
Il Comitato per la Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi vuole ribadire che non è indifferibile affrontare il problema della salute dei cittadini a Siderno.
In questi mesi abbiamo lavorato in sintonia con il Sindaco Pietro Fuda e l'Amministrazione, coscienti che un corretto rapporto tra la politica e i cittadini sia la base fondamentale per risolvere la grave situazione ambientale del nostro Comune.
Ci riferiamo a tre diverse questioni, tutte ugualmente importanti:

  • • lo smaltimento dei rifiuti tossici e la bonifica dell'area ex-BP
  • • la presenza della SIKA a ridosso delle case dei residenti di Pantanizzi
  • • le morti per leucemia e tumori nella cittadina.

Per quanto riguarda la ex-BP, dopo la scoperta che l'inerzia amministrativa della Regione, ha nascosto per ben dodici anni una “bomba ecologica”, con fusti tossici corrosi e contenenti sostanze cancerogene, teratogene ed esplosive che mette a rischio la salute se non la vita dei residenti e dell'intero Comune, riteniamo improcrastinabile un'azione decisa e immediata che affronti, con la presenza di noi del Comitato, questi punti:

  1. 1. la verifica dello stato dei fusti e la messa immediata in sicurezza
  2. 2. la quantificazione delle sostanze ivi presenti
  3. 3. la classificazione secondo i codici CER
  4. 4. un piano immediato di smaltimento dei fusti messi in sicurezza
  5. 5. informazione ai residenti sui rischi connessi
  6. 6. la messa in sicurezza delle abitazioni e dei residenti prima delle operazioni
  7. 7. operazione di smaltimento
  8. 8. bonifica dell'area ed eventuale recupero da destinare ad attività sociali.

Voglio concludere con un augurio che questa regione e questa zona possano essere liberi di gestire e decidere senza paure la propria vita, perché questa terra ha tante potenzialità, intelligenze, e con la sua storia, con i suoi paesaggi, con le sue coste, con i suoi monumenti può offrire un futuro ai suoi abitanti.

Autore: 
Francesco Martino
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