Regione, quando nel 2010 Berlusconi voleva Misaggi invece di Scopelliti

Lun, 18/11/2013 - 20:06
Il Cavaliere spingeva per la candidatura del chirurgo vertebrale che aveva operato “Donna Rosa” al femore

Il governatore Giuseppe Scopelliti in questi giorni si ritrova bersaglio degli strali della rifondata Forza Italia, dalla quale ha deciso di dissociarsi per confluire in Nuovo Centrodestra fondato dal vicepremier Angelino Alfano. La cosa non dovrebbe stupirlo più di tanto. Non solo per il fatto in se stesso, vale a dire il “tradimento” perpetrato ai danni di Silvio Berlusconi il quale, oggi, si ritrova indebolito anche nella Regione Calabria dove la scissione in una certa misura lo penalizza sia in Consiglio sia in Giunta. Non dovrebbe stupirlo, dicevamo, tanto più che di certo il presidente della Regione non può ignorare o aver scordato che prima delle Regionali del 2010, quando egli successe ad Agazio Loiero al comando della Giunta, il Cavaliere avrebbe voluto come candidato Bernardo Misaggi. Il primario di chirurgia vertebrale dell’istituto Pini di Milano, infatti, aveva anni prima avuto in cura “Donna Rosa”, l’adorata mamma di Berlusconi. Che quindi, già nel 2009, voleva togliersi dalle scatole l’“aennino” doc Scopelliti.

Durante un incontro ad Arcore, Misaggi, forzista della prima ora, raccontò di aver detto al Cav che sarebbe stato orgoglioso di servire la sua terra. Tra una battuta sul Milan e sulla sanità, i due ebbero modo di parlare anche di Calabria. E Berlusconi pare si fosse mostrato entusiasta della disponibilità di Misaggi”. L’amicizia tra Berlusconi e Misaggi si era rafforza già nel 2004, quando il primario operò la madre del premier al femore. La volontà dell’ex presidente del Consiglio di sostituire Scopelliti con Misaggi, in vista, come detto, delle Regionali 2010, creò allarme e imbarazzo all’interno del Pdl. Maurizio Gasparri - attuale vicepresidente del Senato - che tirava la volata a Scopelliti, minacciò di dimettersi, mentre l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa fece pressioni su Berlusconi per allontanare quell’ipotesi.

L’operazione, com’è evidente, non andò in porto ma paradosso vuole che oggi sia proprio il “lealista” Gasparri l'acerrimo demolitore dell’“innovatore” Scopelliti. Il Corriere della Calabria, in un articolo online di sabato scorso (16 novembre 2013) riporta una dichiarazione di Gasparri in cui l’ex finiano afferma che tra i fatti positivi della convention romana con la quale è stata sancita la resurrezione di Forza Italia, c’è stato quello di aver verificato che “la netta maggioranza dei membri calabresi del consiglio nazionale hanno partecipato ai lavori di Roma e hanno tutti votato il documento approvato dal nostro ufficio di presidenza”. Ora non resta che attendere di verificare - soprattutto nella nostra regione - quali conseguenze politiche avrà la clamorosa scissione che ha fatto scomparire il Popolo della Libertà.

Autore: 
Stefano Marzetti
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