Riace, il Cristianesimo diventa progetto politico

Sab, 22/12/2012 - 11:24
Il mancato incontro del sindaco Mimmo Lucano con monsignor Morosini è stata un'occasione persa. L'accoglienza è un messaggio d'amore. A Riace, Caulonia, Benestare famiglie di religione musulmana e cristiana vivono insieme e in pace. Il progetto Riace è civiltà ed esempio per tutta l'Europa
Riace, il Cristianesimo diventa progetto politico

Ho appreso dal sindaco di Riace, Mimmo Lucano, che il vescovo Morosini, durante la sua visita pastorale nel paese dell’accoglienza ha evitato l’incontro istituzionale con il sindaco della città...
Da laico mi permetto di dire che stimo il vescovo Morosini, ho molto apprezzato alcune sue posizioni decisamente fuori dal coro e certamente piene di coraggio. Inoltre, non credo di aver titolo alcuno per sindacare le sue scelte. In questo caso mi permetto di sussurrare che è stata una occasione persa, Mimmo Lucano non solo è un ottimo sindaco, ma una delle persone più buone, più disinteressate, più coerenti che io abbia conosciuto.
Viviamo in un mondo pieno di ipocrisia, di invidia, di risentimenti, di rancore.
Mimmo Lucano è  l’altra faccia della luna. Solo la sua famiglia potrebbe muovergli qualche rimprovero per aver anteposto i suoi ideali a calcoli o interessi di qualunque natura.
In un mondo dove i mangioni sono tanti, lui “digiuna” in tutti i sensi. Nessun uomo, neanche Mimmo, è perfetto ma il suo impegno politico è più simile ad una missione di spirito francescano che a ciò che ci siamo abituati a vedere quotidianamente.
Nella misura in cui il Cristianesimo è amore , fratellanza, solidarietà, il sindaco di Riace è Cristiano ma è andato oltre: ha trasformato la sua sensibilità in un progetto politico ed ideale.
So che, in alcuni casi, è animato da spirito manicheo, nel senso che pretende di dividere pregiudizialmente il “bene” dal “male”.Mai, ciò non è frutto di calcolo ma di ingenuità. Il mancato incontro con il Vescovo è stata una occasione persa.
Il sindaco di Riace, o meglio Mimmo Lucano, ha un grande merito, ha trasformato la generosità  e l’accoglienza in un progetto politico anche se sinora non ha trovato sponda..
Era il tempo in cui giornalmente , sulle nostre spiagge, arrivano i barconi carichi di disperati.
C’era chi pretendeva di ributtarli tra le onde. Il governo Berlusconi-Bossi recepì la montante ondata razzista e fummo costretti ad assistere  dei respingimenti in mare ed alla consegna dei disperati nelle mani di Gheddafi.  Una ferita alla Costituzione! Un grave insulto alla civiltà! Un oltraggio al Cristanesimo.
I nostri paesi sono stati dissanguati dall’emigrazione. Le case,soprattutto nei paesi interni, sono vuote. Ogni giorno cade un tetto, si sfonda un pavimento, vengono divelte le imposte. Le campagne abbandonate. Le strade deserte.
Ora , quasi per incanto, arrivano altri giovani. Hanno la pelle di diverso colore, tanta disperazione nel cuore ma tanta voglia di vivere, tanta speranza che portano qui da noi, in una terra che sembra ripiegata e senza più speranza. Potrebbero rappresentare una trasfusione di sangue giovane in un corpo che in sessanta anni è diventato anemico per una lunga emorragia.
Sono ragazze e ragazzi che potrebbero rianimare i nostri paesi, produrre per sé stessi e per gli altri, strappare la terra ai rovi ed agli incendi, riempire un vuoto pauroso che s’ è creato.
I nostri paesi sono vulnerabili rispetto alla ndrangheta.
La ndrangheta è  un messaggio di egoismo e di morte.
L’accoglienza è un messaggio di amore gridato a voce alta. Messaggio di solidarietà verso gli altri uomini, di uguaglianza, di non violenza, di buongoverno.
Dal mare non arriva solo manovalanza. Arriva intelligenza, esperienza, cultura.
Con questi mattoni si può costruire una nuova casa. Una casa più accogliente, più civile, più umana.
Il  “modello Locride”creò interesse ovunque in Europa.
Certo, niente è perfetto. Ed anche questo modello di accoglienza ha bisogno di imparare dagli errori, ed acquisire la capacità di accompagnare i nuovi arrivati verso la produzione, il lavoro, la cittadinanza attiva.
Wim Wenders , regista de “Il cielo sopra Berlino”, osservando questa esperienza ha girato il cortometraggio “il volo”.
Le televisioni e le principale testate nazionali hanno messo in prima pagina, queste esperienze così originali.
E’ stato bello vedere Riace sulla prima pagina del Corriere o del Sole 24 Ore oppure Caulonia campeggiare sull’Avvenire e sul Manifesto.
Anche giornali stranieri da Le Monde ad El Pais si occuparono di questi nostri paesi. Il canale Artè dedicò oltre due ore di trasmissione.
Per una volta tanto della Calabria non si parla come terra di ndrangheta, di retate, di morti ammazzati.
La Calabria fondava sull’antico senso di ospitalità, sulle proprie radici, un nuovo modello di stare insieme.  Un nuovo modo “di far comunità..”
A Riace, a Caulonia, a Benestare, ad Acquaformosa  famiglie di religione musulmana e cristiana vivono insieme ed in pace.
La sera , nel silenzio del borgo, i musulmani si rivolgono ad Allah mentre suonano le campane della Chiesa.
Ognuno prega Dio. con una lingua diversa ma nella consapevolezza di essere parte dell’Umanità!
Queste esperienze sono importanti, bruciarle non serve a nessuno. Idealmente, i paesi dell’accoglienza, e Riace in particolare, sono un ponte gettato sul questa grande tomba senza Croci che è diventato il Canale di Sicilia.
Rappresentano una invisibile catena umana, tante mani tese che si stringono.. Distruggerle è un crimine contro la Calabria e contro l’umanità.
Sono sicuro che il Vescovo Morosini, a cui ribadisco la mia stima, ed il sindaco Lucano troveranno il modo di incontrarsi nel solo interesse di questa Terra.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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